Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline-aol.it
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

 > Prima pagina <

LE SEZIONI

Attualità
> News
>
L'edicola online
>
Novità in mediateca
>
I grandi temi

Cronaca universitaria
> L'editoriale
>
L'opinione
>
Università
> e mondo del lavoro
>
Dentro l'Ateneo
>
I Dipartimenti
>
Le Facoltà
>
Il Policlinico Universitario
>
La ricerca universitaria
>
La voce degli studenti
>
L'Opera universitaria
>
Il sito www.unipa.it

Sport, viaggi
e tempo libero

> Sport | CUS
> Turismo |
CTS
> Tempo libero |
CRAL

Cultura e spettacoli
> Attività culturali
> e congressuali
>
Cinema, radio, tv
>
Musei e mostre
>
Teatro
>
Musica

Rubriche
> Secolo postmoderno
>
Media e dintorni

 

Nuove tecnologie dell'informazione e della comunicazione

020805trupi2
Il futuro della comunicazione è “senza fili”
Il professor Giuseppe Bianchi, docente di Telecomunicazioni alla facoltà di Ingegneria, chiarisce l’origine e i possibili utilizzi della tecnologia “wireless fidelity”

Ingombranti e scomodi cavi hanno caratterizzato l’era della nascita e diffusione dell’informatica, ma ora cominciano ad essere di troppo. Sono molti gli ambiti in cui il wireless (senza fili) potrebbe trovare applicazione.
Chi si sposta molto trova difficoltosa la ricerca di un posto dove attaccare il cavetto per la connessione alla rete, come anche molto scomoda e costosa è, per le aziende, la realizzazione delle Lan (local area network), che colleghino i Pc dei dipendenti in una rete privata. Impiantare una Lan vuol dire cablare l’edificio o gli edifici nei quali l’azienda si trova, e oltre a un problema di costi e difficoltà, esiste un problema di larghezza di banda.
Inoltre negli ultimi anni il mercato legato ad Internet cerca nuovi sbocchi. Per consentirne l’evoluzione bisogna dare spazio ai nuovi servizi che la rete è in grado di offrire, come la trasmissione di filmati e il trasferimento veloce dei dati. Le attuali tecnologie, che prevedono cablaggio, sono le Adsl e la fibra ottica, anche se si è affermata maggiormente la prima, considerando che la seconda necessita di un vero e proprio sventramento delle città per passare i cavi (a Palermo è stato fatto, anche se non per l’intero territorio. Poi però il progetto si è fermato). Il difetto dell’Adsl è l’elevato costo del canone da versare al gestore telefonico.
La soluzione a tutti questi problemi è l’evoluzione di un vecchio standard, adeguatamente “rivisitato”. La sigla è Wi-Fi, che sta per “wireless fidelity”.
Il Wi-Fi è un’evoluzione dello standard 802.11, ideato agli inizi degli anni ’90, consolidatosi nel 1997, poi rivisto nel ’99. Lo standard 802.11 nasce per la creazione di wireless Lan (WLan), cioè di reti aziendali (o comunque territoriali a breve distanza) senza fili. Si tratta di trasmissioni via onde radio, che utilizzano frequenze diverse (e hanno dunque velocità di trasmissione differenti) a seconda che si parli di 802.11/a, 802.11/g o 802.11/b. E’ quest’ultimo standard quello che prende il nome di Wi-Fi.
Il difetto degli altri standard 802.11 – spiega il professore Giuseppe Bianchi, docente di Telecomunicazioni alla facoltà di Ingegneria - era la mancanza di interoperatività: non potevano comunicare tra loro. Grazie al Wi-Fi questo problema è stato superato. Questa tecnologia rappresenta davvero una rivoluzione nel campo delle telecomunicazioni. Si tratta della tecnologia più interessante degli ultimi anni e rappresenta un argomento estremamente caldo per la ricerca e per il mercato".
Il Wi-Fi è l’alternativa all’Umts, che fino a poco tempo fa sembrava l’unico standard possibile, e sul quale è stato investito tantissimo da parte delle aziende di telecomunicazioni (costi che non potranno essere ammortizzati se non dopo almeno 13 anni dall’immissione sul mercato dei primi apparecchi Umts).
"La sostanziale differenza tra Umts e Wi-Fi
– continua Bianchi – sta nella larghezza di banda e nel raggio d’azione. Il primo si estende ampiamente sul territorio, ma non ha grosse capacità di trasferimento dati, mentre per l’802.11/b è il contrario. La soluzione ideale è integrare le due tecnologie, con un terminale che parla due lingue: da un lato Umts, dall’altro Wi-Fi.
Anche all’Università lavoreremo su questa tecnologia
”.
Il Wi-Fi permetterebbe di superare anche l’ostacolo del cosiddetto “ultimo miglio”, e svincolarsi dallo strapotere dei gestori telefonici. Lo scenario italiano è comunque molto diverso da quello degli Stati Uniti. Il Wi-Fi agisce con le onde radio, su una frequenza di 2,4 giga herz, una frequenza di uso gratuito, diversamente da quelle usate dai Gsm e Umts. Trasmettere in Wi-Fi è dunque potenzialmente gratuito. Le frequenze Gsm e Umts sono di concessione governativa, e per questo le società che intendono usufruirne hanno versato una tassa allo Stato italiano, hanno dunque dovuto affrontare dei costi, che cercheranno di riprendersi. Non sarebbe conveniente perciò che la tecnologia Umts venga considerata sorpassata ancor prima di vedere la luce. Potrebbe essere questo un fattore di rallentamento della ricerca del settore del Wi-Fi. In Usa tutto funziona diversamente, poiché è gratuita la concessione per Umts, e non sussistono ragioni per cui una società non debba passare da questa ad una nuova tecnologia.
Rosalia Trupiano

per e-mail: trupi@inwind.it

(05 agosto 2002)

> torna alla Prima Pagina


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina