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CRONACA
PALERMITANA - II CIRCOSCRIZIONE
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Brancaccio, una realtà separata dal resto della città
Spesso gli abitanti considerano
il loro quartiere come un luogo separato dal resto di Palermo.
Ivana Mannone del centro di accoglienza Padre
Nostro spiega quali sono alcuni fra i principali problemi del quartiere
Quando
un adolescente di Brancaccio esce
dal quartiere a volte informa sua madre che sta "andando a Palermo".
Brancaccio è spesso vissuto da chi ci abita come una realtà
a parte rispetto al resto della città. Una specie di "ghetto"
il cui ingresso è delimitato da un passaggio a livello ferroviario.
Questo è quanto riferisce Ivana Mannone, assistente sociale del
centro Padre Nostro in via Brancaccio 461, quando le chiedono come gli
abitanti vivono il loro stare in quel quartiere.
"Questa zona della città -spiega Ivana Mannone- soffre moltissimo
a causa della disoccupazione". Nonostante il distretto industriale
di Brancaccio sia uno dei motori economici della città il quartiere
è afflitto da un tasso di disoccupazione che sfiora il 45 per cento,
come riferisce il presidente della seconda circoscrizione Sandro Terrani.
"Un'altra delle piaghe che affliggono la zona è l'elevata
incidenza del lavoro nero", continua la signora Mannone. "Molti
abitanti del quartiere sono riusciti a rientrare nella categoria dei lavoratori
socialmente utili, migliorando in qualche modo la situazione economica
delle loro famiglie. Tuttavia questa soluzione non ha fornito l'aiuto
decisivo per far uscire dal disagio chi ha potuto usufruire di questo
beneficio. Bisogna infatti ricordare che nel quartiere i nuclei familiari
non di rado arrivano a raggiungere i sette membri e le condizioni abitative
delle case sono spesso pessime: molti vivono in monovani o bicamere in
cui la cucina e il bagno sono contenuti nella stessa stanza e in cui i
tubi degli scarichi passano per il soggiorno. Topi e scarafaggi infestano
molte abitazioni e la mancanza di spazio costringe i bimbi più
piccoli a dormire nel letto dei genitori ed è causa di assoluta
assenza di privacy".
Mauro Di Gregorio
(29
luglio 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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