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Giurisprudenza

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Giurisprudenza, ancora in cerca di locali idonei
L’assenza di locali adeguati obbliga a far uso di sedi decentrate e ad organizzare dei turni per frequentare le lezioni. Abbiamo dato la parola al preside della facoltà, Giovanni Tranchina, e al prorettore Salvatore Di Mino

La facoltà di Giurisprudenza è da sempre un serbatoio che assorbe un gran numero di studenti. Per questo ci si aspetterebbe che possa usufruire di spazi adatti a contenere l’elevato numero di matricole che ogni anno scelgono di iscriversi a questo corso di studi rinfoltendo le file degli studenti che già la frequentano. Tuttavia non è così. Il preside Giovanni Tranchina lamenta la mancanza di spazi adeguati per lo svolgimento delle attività didattiche. “Il problema principale di edilizia nella facoltà che presiedo -dice Tranchina- riguarda innanzitutto la carenza di locali adeguati. Gli studenti che frequentano le lezioni, e in particolar modo le matricole, sono moltissimi. Questo, chiaramente, data la carenza degli spazi adatti crea difficoltà obiettive di allocare gli studenti nelle aule, anche perché di locali capaci di contenere un elevato numero di studenti ne abbiamo poche: l’aula magna, l’aula Chiazzese e l’aula Santi Romano. Quest’ultima, peraltro, nell’anno in corso è stata inagibile perché destinata a un corso di preparazione per le professioni legali ed è probabile che anche per il prossimo anno sarà destinata a tale scopo”.
“Ma oltre che per le aule –continua il preside- il problema della carenza di locali coinvolge anche altri settori. Gli uffici della presidenza, infatti, offrono spazi del tutto inadeguati alle esigenze dell’amministrazione, così come i locali della biblioteca. Per questi problemi, a mio avviso, sarà quasi impossibile riuscire a trovare una soluzione nel breve periodo, poiché i programmi edilizi che interessano la facoltà di Giurisprudenza sono a lunga, forse lunghissima scadenza”.
“Per far fronte alla carenza dei locali, soprattutto per quanto riguarda le aule da dedicare alle attività didattiche -spiega Tranchina- siamo stati costretti ad utilizzare qualche sala messaci a disposizione dalla facoltà di Architettura in via Maqueda e il teatro di Casa Professa. Questo, oltre a rappresentare un disagio per la facoltà, crea difficoltà anche agli studenti che si vedono costretti a spostarsi da una parte all’altra. Non vanno dimenticati, inoltre, i costi che tale soluzione comporta. Sono in corso di ristrutturazione alcuni uffici della facoltà di Architettura e alcune aule da destinare a un corso di preparazione per le professioni legali. Tuttavia l’ultimazione dell’opera va a rilento sia per ritardi nei lavori, sia per la lentezza tipica di tutte le pratiche della burocrazia. Per le materie più affollate ci si arrangia facendo turni mattinieri e pomeridiani in cui gli studenti vengono divisi in base al cognome. Un altro tentativo di ovviare al problema -conclude il preside Tranchina- è cercare di contenere nei locali disponibili il maggior numero di studenti, naturalmente accomodati alla meno peggio”.
Abbiamo anche chiesto qualche informazione a chi sovrintende ai problemi di edilizia dell’intero Ateneo palermitano. Salvatore Di Mino, prorettore all’edilizia dell’Università annuncia una novità in cantiere che potrebbe dare un po’ di respiro alla facoltà di Giurisprudenza: “Il cinema Edison -dice Di Mino- è in ristrutturazione. I lavori in questo locale usato come sede decentrata per le attività didattiche di Giurisprudenza contrattualmente scadono il prossimo 5 settembre. Tuttavia ci sarà un piccolo ritardo che non dovrebbe superare i due mesi, per cui entro l’anno i lavori saranno ultimati e i locali saranno consegnati all’Università che li destinerà a sua volta alla facoltà di Giurisprudenza che soffre moltissimo per la inadeguatezza degli spazi di cui attualmente usufruisce”.
Mauro Di Gregorio

(18 luglio 2002)

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