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Cronaca universitaria
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Scienze della formazione
primaria: ecco come nascono i maestri elementari del nuovo millennio
Il
corso è nato nel 1998, ma a Palermo cè il più
alto numero di laureati. Con 42 semestralità e 480 ore di tirocinio
sul campo, vengono formati i nuovi insegnanti del futuro, con la possibilità
di specializzarsi nel sostegno di bimbi portatori di handicap
Il corso di
laurea in Scienze della formazione primaria nasce a Palermo nellanno
accademico 1998/1999 insieme ad altri 14 corsi uguali in altrettante regioni
del nostro Paese. Ma lAteneo del capoluogo siciliano detiene il
prestigioso primato di avere il più alto numero di studenti laureati.
Dopo sei-sette mesi dalla sua fondazione, Scienze della formazione primaria
è stata affidata alla direzione del professor Aurelio Rigoli, presidente
di un corso che fin dalle prime battute si è dimostrato innovativo.
Infatti, con laboratori, tirocini, stage ed il sistema degli esami modulari
ha in un certo senso anticipato la riforma in atto a partire da questanno
accademico nellambito delluniversità. Ma non si è
limitato solo a questo. Al crescente interesse degli studenti per questo
nuovo corso, è corrisposto anche quello dei docenti. Basti pensare
che nel primo anno accademico i professori (tra ordinari, associati, a
contratto, insieme a qualche ricercatore) erano 19. Nellanno 2001/2002
sono in tutto 37, quasi raddoppiati.
Il corso in Scienze della formazione primaria mira alla formazione culturale
e professionale degli insegnanti di scuola materna ed elementare e la
laurea costituisce titolo per lammissione ai concorsi pubblici per
linsegnamento in questi istituti. Durante questestate, lAteneo
palermitano attende una risposta dal Ministero dell'istruzione, l'università
e la ricerca per sapere se le 32 neo laureate potranno considerarsi abilitate
allinsegnamento o se comunque per lavorare dovranno affrontare il
concorso. La questione nasce dal fatto che il corso è quadriennale.
Se fosse un 3+2 (come le nuove lauree) gli studenti sarebbero già
abilitati.
Ma in questo momento ciò appare un po in secondo piano. La
cosa fondamentale di questo corso di studi è il fatto che tende
ad essere un trait dunion tra luniversità ed il mondo
del lavoro. A dimostrazione di questo fatto, per non creare ulteriori
bacini di disoccupazione, ogni anno è il Miur che stabilisce il
numero di posti disponibili in base ai buchi dorganico
nelle scuole di tutta Italia. La laurea infatti dà punteggio per
le graduatorie del Provveditorato. Per questo motivo, nel piano di studi
sono previste 480 ore di tirocinio che gli allievi svolgono in diversi
istituti della Sicilia. Si tratta di 95 ore lanno più 100
aggiuntive nel secondo biennio per gli studenti che intendono specializzarsi
come insegnanti di sostegno. Questa attività di stage è
coordinata da un apposito Ufficio tirocinio. Lorganico della struttura
è costituito da due supervisori, tre tutors in esonero totale e
20 in semi esonero che sono coadiuvati da 50 insegnanti referenti nelle
scuole dove si svolge lattività di tirocinio. In totale gli
istituti con cui luniversità ha stipulato le convenzioni
per lattività pratica degli studenti sono 39. La maggior
parte delle scuole si trova nella provincia di Palermo, scelta non casuale.
In questo modo, infatti, si permette agli allievi di poter frequentare
contemporaneamente al tirocinio - le lezioni alluniversità
(obbligatorie). Nel dettaglio, le scuole coinvolte sono 18 a Palermo,
due ad Agrigento, Trapani ed Alcamo, una a Belmonte Mezzagno, Campofelice
di Roccella, Canicattì., Capaci, Castellammare del Golfo, Castelvetrano,
Corleone, Gibellina, Mazara, Misilmeri, Piana degli Albanesi, Ribera,
San Cipirrello, Sciacca e Villarosa. Al termine del tirocinio gli studenti
devono sostenere un esame che sarebbe sufficiente anche a laurearsi. La
maggior parte degli studenti che si sono laureati in questi giorni però
ha preferito presentare una tesi aggiuntiva a quella del tirocinio.
Per quanto riguarda il piano di studi, gli esami da sostenere in 4 anni
sono 42. Si tratta di materie che forniscono conoscenze in ambito pedagogico-metodologico,
didattico-psicologico, linguistico-lettererario, storico-artistico, storico-geografico-demoetnoantropologico,
politico-sociologico, sociologico, economico, igienico-sanitario, della
salute mentale, delle lingue straniere, delle nuove tecnologie informatiche
e multimediali, dellintegrazione dei disabili. Questultimo
punto sembra avere una grande rilevanza. Con dieci esami, in più
gli studenti di Scienze della formazione primaria hanno la possibilità
di prendere la specializzazione per il sostegno di alunni portatori di
handicap. Il corso inoltre è suddiviso in due indirizzi: Scuole
dellinfanzia e Scuola di base. Agli allievi che
seguono il primo sono richieste capacità di incentivare lo sviluppo
affettivo, cognitivo e sociale dei bambini più piccoli promuovendone
soprattutto la creatività. Per il secondo indirizzo invece è
indispensabile saper stimolare nei piccoli lacquisizione di saperi
specifici.
Monica Diliberti
(14 luglio
2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
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