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Salute e fitness

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Il doping dal punto di vista del medico
Tutti i tipi di doping, i loro effetti e le loro conseguenze spiegate dal professor Giuseppe Francavilla, docente di Medico dello sport


Nei mesi scorsi i giornali titolavano "Scandalo doping al Giro d'Italia", "Bufera al Giro", "Giro investito dalle polemiche". E' stato la corsa a tappe più prestigiosa dello stivale a riportare sulla bocca di tutti la parola doping.
Gli italiani si sono divisi tra colpevolisti e innocentisti via via che un nuovo corridore veniva escluso dalla corsa. Si è gridato allo scandalo, si è fatto appello alla giustizia ordinaria, oltre che a quella sportiva, ma si è anche guardato a quello che è il problema più grave, la salute degli sportivi.
Il doping, l'assumere sostanze che migliorino la prestazione sportiva, non è soltanto moralmente deprecabile e scorretto, ma estremamente pericoloso.
Il professor Giuseppe Francavilla, docente di Medicina dello sport, è impegnato in prima persona in una campagna informativa rivolta ai giovani, ai ragazzi delle scuole, a coloro che sono ignari degli effetti devastanti a cui possono andare incontro.
"Doparsi è scorretto, va contro la cultura dello sport, ed è questo ciò che va insegnato ai ragazzi innanzitutto", dice il professore Francavilla. "Gli stessi effetti si possono avere con una buona programmazione alimentare e dell'allenamento, con la differenza che ci vuole più tempo e maggior fatica di prendere una pillola, ma si tiene al sicuro la propria salute".
Le classi di sostanze dopanti attualmente proibite sono gli stimolanti, i narcotici, le sostanze anabolizzanti, i diuretici e gli ormoni peptidici e glicoproteici, e sostanze analoghe. I primi, di cui fanno parte le anfetamine, ma anche la cocaina e la caffeina (proprio Gianni Bugno fu trovato con una quantità di caffeina nel sangue pari a una ventina di tazzine di caffè), servono a dare una sensazione di benessere continuata, che facilita un maggiore rendimento durante la gara, ma alterano il ritmo cardiaco e provocano ipertensione e dipendenza. Inoltre aumentano l'aggressività, il che li rende particolarmente adatti a sport dove è previsto il contato fisico. I narcotici, come il metadone e la morfina, innalzano la soglia del dolore, dunque permettono di continuare l'attività fisica anche se si subiscono traumi. Anch'essi creano dipendenza, sia fisica che psicologica, e creano difficoltà respiratorie. I diuretici non sono effettivamente sostanze dopanti, nel senso che non migliorano le prestazioni sportive. Servono però ad eliminare, attraverso la diuresi, ogni traccia di sostanze compromettenti. Sono utilizzati inoltre da chi assume Epo, ossia l'eritropoietina, per fluidificare il sangue. L'Epo, che fa parte degli ormoni (è un derivato del GH, l'ormone della crescita), infatti ha la funzione di accrescere il numero dei globuli rossi presenti nel sangue, e dunque avere una maggiore portata di ossigeno. Aumentare i globuli rossi però fa addensare il sangue, affaticando il cuore e creando il rischio di trombosi ed embolie, oltre che di insufficienza renale cronica, ipertensione e diabete.
"I diuretici servono anche a fluidificare il sangue in chi usa l'Epo, proprio per non andare in contro a trombosi ed embolie. - dice Francavilla - Un tempo i ciclisti erano costretti a dormire in bicicletta. Venivano svegliati nel cuore della notte a intervalli di tempo regolari per salire sulla bici da camera e pedalare. Non potevano fermare le gambe, o il loro cuore non ce l'avrebbe fatta a pompare il loro sangue troppo denso.
"Esistono vari tipi di doping - aggiunge il dottor Francavilla - utilizzati nei vari periodi della stagione agonistica. Nel periodo pre-gara, per tentare di aumentare la massa muscolare e la forza si usano gli steroidi. Durante la gara, per ridurre il senso di fatica o per stimolare il sistema nervoso o ancora per ridurre il livello di ansia si usano le anfetamine e i tranquillanti; per tentare di aumentare il trasporto di ossigeno e quindi la resistenza alla fatica invece si opera la autotrasfusione. Anche dopo la gara si fa uso di doping, per riacquistare velocemente le energie (necessità frequente nei ciclisti durante le corse a tappe). Altre sostanze come l'alcool e la marijuana invece non migliorano la prestazione. Alcune sostanze ritenute dopanti sono spesso tra i componenti di alcuni medicinali di uso comune, ma se rilevati agli esami anti-doping fanno incorrere lo sportivo in una sanzione. Questo si può evitare dichiarando prima della gara i nomi dei medicinali eventualmente utilizzati".
Rosalia Trupiano

per e-mail: trupi@inwind.it

(12 luglio 2002)

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