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Salute e fitness
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020712trupi
L'urgenza a pagamento
Che il pronto soccorso degli ospedali sia un posto
troppo affollato, spesso anche da casi non urgenti, č sotto gli occhi
di tutti. Le soluzioni a questo problema invece dividono
Da circa un mese l'amministrazione
regionale ha introdotto i ticket al pronto soccorso. Non tutti sono obbligati
a pagarlo, ma solo coloro che "abusano" del servizio sanitario d'urgenza.
Troppi infatti sono i casi di coloro che affollano le aree d'emergenza
per lievi malanni o acciacchi che immediati non sono, e che possono e
devono essere risolti in altre sedi, senza carattere d'urgenza. Introdurre
il pagamento di un ticket serve dunque per scoraggiare l'uso improprio
di questi servizi.
Renato Costa, segretario regionale della Cgil medici, spiega perchè
il ticket non può essere accettato come deterrente al cattivo utilizzo
del pronto soccorso.
"Il cittadino va al pronto soccorso perchè non ha un altro
luogo dove andare. Non si puņ accettare un ticket che limiti l'accesso
alle aree d'emergenza senza dare un'alternativa ai pazienti. Il territorio
siciliano manca di strutture al riguardo, e finchè non ci adegueremo
alle altre regioni d'Italia non potremo liberare i corridoi dai
cosiddetti casi non urgenti.
"Inoltre, il ticket rischia di rivelarsi pericoloso. Chi abusa
abitualmente del pronto soccorso, recandovisi anche per lievi acciacchi,
probabilmente continuerà a farlo, mentre chi è più
corretto può essere portato a sottovalutare un malore, anche
per il timore di dover pagare il ticket. E se si fosse trattato, ad esempio,
di un infarto? Il paziente, non ricevendo cure immediate, potrebbe aggravarsi,
e comunque un soggetto che ha già subito un infarto cardiaco è
soggetto ad averne di altri, e questo va a gravare sulla spesa sanitaria
pubblica, dal ricovero a tutto ciò che ne consegue. Se dunque si
vuole guardare anche ad un aspetto economico, il ticket risulta controproducente".
Quando un paziente si reca al pronto soccorso di un qualunque ospedale,
riceve cure immediate. Solo dopo, il medico che lo ha visitato, giudica
se il suo caso è da considerarsi come un codice rosso (urgente)
o un codice bianco (non urgente). Nella seconda ipotesi, il paziente
riceverà un modulo da compilare con le proprie generalità
e un bollettino per pagare il ticket entro qualche giorno.
"In realtà sono pochi i medici che ingiungono al paziente
di pagare il ticket. Il lavoro del medico non è questo. Noi prestiamo
le cure necessarie, diamo le diagnosi; il lavoro amministrativo deve competere
a qualcun altro" continua il dottor Costa.
E anche quando viene detto al paziente di pagare, solo in pochi lo fanno
davvero.
"Mancano i controlli - afferma il segretario regionale della
Cgil medici - e, si sa, senza il timore di una sanzione, non è
facile far seguire le regole".
"Stiamo provvedendo affinchè anche il recupero dei soldi
versati sia efficiente - controbatte Saverio Ciriminna, dello staff
dell'assessore regionale alla sanità, Ettore Cittadini - Finora
l'atteggiamento dei direttori sanitari è stato molto soft
al riguardo, e naturalmente se la gente non viene costretta a pagare,
cade il deterrente.
"Per quanto riguarda l'impiego di personale amministrativo nella
faccenda dei ticket, credo sia fuori luogo. Solo il medico che effettua
la visita è in grado di giudicare se sia o meno il caso che il
paziente paghi il ticket. Questa iniziativa vuole portare un miglioramento
del servizio sanitario di urgenza, a favore degli stessi pazienti. Se
il medico ha meno casi da esaminare sarà inevitabilmente più
efficiente e lo stesso paziente ne trarrà beneficio. Sono gli stessi
dottori che da tempo chiedono un'iniziativa del genere per far si che
l'accesso al pronto soccorso sia disciplinato e per lasciare lo spazio
e il tempo dovuto ai casi veramente gravi e urgenti".
Rosalia Trupiano
per e-mail: trupi@inwind.it
(12
luglio 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
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