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Facoltà
di Medicina e chirurgia
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020708madi2AP
Nuovi orizzonti
nella prevenzione e nella cura del diabete
Sono state presentate in un dibattito allo Steri le nuove Linee
guida per la prevenzione delle complicanze acute e croniche legate alla
malattia diabetica
Lo
scorso 28 giugno si è svolto a palazzo Steri, la sede del rettorato,
un convegno in cui si sono esposte e discusse le nuove Linee guida
per la prevenzione delle complicanze acute e croniche legate alla malattia
diabetica e in cui si è fatto il punto sullorganizzazione
delle strutture diabetologiche siciliane. Lincontro è stato
organizzato da diverse associazioni che hanno come scopo la prevenzione
e la cura di questo male e dalla scuola di specializzazione in endocrinologia
e malattie del ricambio dellUniversità di Palermo il cui
direttore, Aldo Galluzzo, ha svolto il ruolo di moderatore.
Queste linee guida sono state concepite nel tentativo di migliorare lorganizzazione
delle strutture che operano per la prevenzione e la cura del diabete sia
da un punto di vista strettamente clinico che da quello dello sfruttamento
delle mezzi economici disponibili con lobbiettivo di non disperdere
preziose risorse che possono così essere utilizzate per lacquisto
di tutto ciò che occorre per fornire lassistenza adeguata.
Una carenza fatta notare a proposito delle linee guida riguarda il fatto
che esse non parlano espressamente del diabete nei soggetti anziani. Questo
male colpisce principalmente chi ha superato i 65 anni. Le statistiche
rivelano che il 13 per cento dei pensionati siciliani sono affetti dalla
malattia e la metà sono soggetti che diabetici lo sono diventati
a causa delletà e che adesso si vedono costretti a cambiare
abitudini decennali. Da questa osservazione è derivata la proposta
di rivedere il documento per ribadire con forza che esso si debba riferire
innanzitutto ai soggetti anziani.
Per fornire unadeguata assistenza i centri diabetologici devono
innanzi tutto avere cura di fornire unadeguata prevenzione primaria:
quando si parla di diabete di solito si intende in via esclusiva il diabete
conclamato. Tuttavia gli specialisti considerano il diabete
latente una vera e propria catastrofe sanitaria, poiché
la maggior parte dei danni allorganismo si verificano prima che
il male divenga palese. A questo proposito è stato ricordato che
in molti manuali di diabetologia americani è stata reintrodotta
la dizione di "pre-diabete", cancellata decenni fa. La diagnosi
precoce è lo strumento più efficace per cercare di arginare
i danni connessi a questo male, ma per far questo cè bisogno
di coinvolgere i medici della mutua nella lotta. È il medico di
medicina generale, infatti, che deve aver cura di fornire una diagnosi
tempestiva e indirizzare il malato verso le strutture più indicate.
Si ricorda inoltre limportanza per un soggetto anziano di aver a
che fare con un medico che conosce e di cui si fida. Per questo non si
capisce come mai nessun medico di medicina generale abbia partecipato
alla stesura del documento.
Si è poi riconosciuta la necessità di creare una rete di
operatori sanitari in modo tale che le conoscenze possano essere diffuse
e condivise, così da trasformare il sapere di ogni singolo medico
in patrimonio collettivo e poter realizzare il progetto di una formazione
professionale continua.
Ma la novità principale consiste nel riconoscimento della necessità
di spiegare agli ammalati come comportarsi. Linformazione del malato
è unarma insostituibile nella guerra contro il diabete.
Le linee guida sono un tentativo di migliorare il modo di affrontare questo
male, ma sono solo un primo passo che vedrà, nel corso della sua
realizzazione, numerosi aggiustamenti e adeguamenti alla situazione concreta.
Ciò che tutti gli operatori sanitari auspicano è che tali
linee guida non restino lettera morta, come la legge n. 115 del 1987 che,
per quanto formalmente perfetta, di fatto non ha mutato nulla.
Mauro
Di Gregorio
(8 luglio
2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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