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di
Franco Nicastro
Linformazione eccessiva
tra censure e rumori di fondo
A cosa ci può servire il bombardamento di dati,
informazioni e notizie che non ci dà tregua e ci raggiunge in ogni
momento della nostra vita quotidiana? E di quali informazioni essenziali
abbiamo veramente bisogno per trovare un orientamento e qualche giovamento
cognitivo? E giusto chiederselo di fronte allingorgo comunicativo
(tv, radio, Internet, carta stampata, spot, campagne pubblicitarie) nel
quale rischiano ormai di smarrirsi la conoscenza e la comprensione per
fare posto invece a un rumore di fondo indistinguibile alimentato da unenorme
mole di dati spesso accumulati senza criteri di selezione e di ordinamento.
La maggior parte del nostro tempo trascorre così tra un uso crescente
delle tecnologie, unacquisizione massiccia di informazioni di cui
non sappiamo che fare e di cui rapidamente ci liberiamo, la stratificazione
dei dati raccolti. Ciò che viene a mancare non è solo il
tempo, ma soprattutto la capacità di rielaborare questa grande
massa cognitiva.
Dobbiamo sempre più fare i conti con questi fenomeni e con gli
effetti negativi che si ripercuotono sulla società dellinformazione.
Qualche tempo fa Umberto Eco ha parlato di una censura per eccesso.
Vediamo come lha spiegata: Il New York Times della domenica
contiene davvero all the news thats fit to print, tutto quello che
vale la pena di stampare, eppure non si differenzia dalla Pravda dei tempi
di Stalin perché dal momento che è impossibile leggerlo
tutto in sette giorni è come se le notizie che dà
fossero censurate. Leccesso di informazione porta a criteri casuali
di decimazione. E a questo punto che la professione giornalistica,
ricorrendo al criterio della selezione e dellinterpretazione, dovrebbe
assumere una funzione regolatrice. Dovrebbe in sostanza introdurre nel
grande canale informativo un filtro in grado di separare lessenziale
dal ridondante e di ridurre la quantità delle notizie in circolazione
per elevarne lutilità.
Proprio questa semplicissima operazione, che costituisce poi lessenza
fondante del ruolo di mediazione del giornalismo, è oggi ostacolata
dalla moltiplicazione allinfinito delle fonti di informazione. Il
bombardamento è alimentato da uno straordinario volume di fuoco
in grado di demolire ogni argine di buon senso. I giornalisti non hanno
più bisogno di cercare le notizie. Sono le notizie a correre verso
di loro. Qualcun altro, al loro posto, le ha già selezionate, trattate
e corredate. Nella nuova organizzazione redazionale tutto o quasi tutto
il lavoro dei gatekeepers è assorbito dalla gestione del flusso
informativo alimentato dalle agenzie. Si realizza così lo straordinario
paradosso per cui le notizie sono moltissime, provengono da tante parti,
ma è una e solo una la fonte che le seleziona e le distribuisce.
Ecco perché, sotto il segno dellomologazione, i nostri sforzi
di comprensione sono inesorabilmente schiacciati dalla pervasività
dellinformazione eccessiva. La censura per eccesso di
cui parlava Eco.
Come possiamo difenderci? Con il black out popperiano? Il problema di
staccare la spina viene riproposto in un libro agile e stimolante
di Giuliano da Empoli (Overdose, Marsilio editore) che punta sulla capacità
degli individui di formare il proprio bagaglio di conoscenze attraverso
la sottrazione. E chiaro che la facoltà di disconnessione
o di riduzione dellacquisizione di informazioni è data da
unelevata capacità critica. Ma quanti saranno in grado di
muoversi, orientarsi e capire nel rumore di fondo che attraversa la società
dellinformazione eccessiva?
Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del
1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze
della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
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