|
|
|
|
Lettere
|
|
|
020618fati
Quando anche labito
è unopera darte
Lidea in
effetti lascia perplesse ancora molte persone, ma anche un abito ha tutte
le caratteristiche dellopera darte, tanto da meritare lesposizione
in un museo. Di una possibile costituzione di un museo della moda si è
parlato alla facoltà di Lettere e filosofia dellUniversità
di Palermo
Lustrini, crinoline
e piume come pennelli, tele e scalpelli e cioè strumenti che, messi
al servizio della creatività e dellingegno, possono dare
vita a splendide opere darte. Anche un abito, come un quadro o una
scultura, riflette i tempi in cui viene realizzato e lo stile dellartista
che lo ha concepito; anche un abito, quindi, merita di essere esposto
e ammirato.
I musei della moda ovviamente esistono già: alcuni di essi nel
mondo sono molto famosi e in Italia lunico esempio è costituito
dalla Galleria del costume di Firenze. Una esperienza che
però presto potrebbe essere ripetuta proprio a Palermo. Di una
possibile costituzione di un museo della moda nella nostra città,
e di tutte le difficoltà che ciò comporterebbe, si è
parlato alla facoltà di Lettere e filosofia dellUniversità
di Palermo, durante un seminario organizzato dal corso di laurea in Scienze
e tecnologie dell'arte, dello spettacolo e della moda.
Il progetto di costituzione di un museo della moda a Palermo
ha spiegato il professore Renato Tomasino nasce dalla constatazione
che a Palermo e in Sicilia esiste un patrimonio di costume del 700 davvero
ricchissimo.
Tale patrimonio appartiene a Raffaele Piraino, fondatore e direttore della
collezione di costume "Piraino". Una collezione frutto di venticinque
anni di passione e sacrifici e che oggi può vantare più
di quattromila pezzi, tra abiti, cappelli, scarpe e altri accessori. La
storia di un amore che Piraino ripercorre in tutte le sue tappe, facendo
rivivere le magiche atmosfere della Palermo bene che si riuniva
al teatro Massimo e che percorreva la passeggiata del Foro Italico. Nella
sua collezione, che Piraino ha portato sino a Taipei, accessori e abiti
di fattura straordinaria; tra questi anche uno splendido abito in pura
seta stampata, appartenuto a Concetta della famiglia Tomasi di Lampedusa,
la stessa che nel Gattopardo decise di non sposarsi per amore
di Tancredi.
Un amore comunque incompreso quello di Piraino, che da un po di
tempo cerca di accasare la sua figliola, bussando alle istituzioni
per darla in dono, ma ricevendo sempre risposte negative: Nessuno
ha aperto, forse per insensibilità, forse perché si guardava
esclusivamente laspetto economico, forse perché oggi la moda
è ancora considerata unarte di serie B. Una parziale
svolta a questa situazione frustrante, è arrivata in
seguito alla conoscenza con Cristina Giorgetti, docente di Storia del
Costume allUniversità di Firenze e appassionata di moda.
La professoressa Giorgetti ha aiutato Piraino a catalogare e a valorizzare
ancor di più la sua collezione e ha riaffermato lassoluta
necessità di restituire alla moda la dignità che merita:
La moda ha detto è cultura visiva, tecnologica
ed economica ed è necessario comprendere i molteplici significati
che stanno dietro ad un vestito. Labito è un manufatto complesso
che afferisce a molti ambiti della vita delluomo. Una complessità
che è anche pratica dato che la conservazione di un abito presenta
molti problemi: i materiali e i supporti utilizzati per le esposizioni,
il trattamento cui sono sottoposti i reperti sono dettagli che nei musei
della moda sono stati studiati nei particolari per evitare un loro possibile
danneggiamento. Problemi che anche a Palermo dovranno essere affrontati
nelleventualità si arrivi ad un museo della moda. Un tributo
che sarebbe dovuto a una figura come Raffaele Piraino, non solo per avere
salvato un patrimonio che altrimenti sarebbe andato perduto, ma anche
per avere mantenuto in vita uno spaccato della Sicilia del passato.
Fatima Pace
(18 giugno 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
|