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Attualità
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Curare l'ernia al disco senza bisturi Quattro nuove tecniche consentono di risolvere il mal di schiena senza ricorrere ad operazioni chirurgiche Studi recenti hanno permesso di scoprire nuove tecniche per curare il mal di schiena e l'ernia al disco senza ricorrere ai tradizionali interventi chirurgici. Si può inserire un elettrodo a radiofrequenze che svolge il compito di coagulare l'ernia termicamente, impedendo, così, l'uscita del nucleo polposo. Questo tipo di tecnica viene eseguito in anestesia locale, richiede soltanto un giorno di ricovero ed è una cura indicata per le ernie contenute e per il mal di schiena che deriva da posizioni scorrette. Quando il dolore, invece, è molto forte si può fare ricorso ad un'iniezione di gas ozono tra i dischi vertebrali. Si tratta di una tecnica che ha un'azione antinfiammatoria e antidolorifica che asciuga il materiale molle, ossia il tessuto non vitale del disco, il quale comprime la radice del nervo causando il dolore. Anche questa nuova tecnica prevede anestesia locale ed un giorno di ricovero. La chirurgia endoscopica, altra nuova cura, è indicata, invece, dopo un intervento tradizionale quando il dolore non è ancora passato oppure è aggravato da un'artrosi. Basta introdurre una microcamera nel canale spinale e con un particolare strumento i nervi vengono liberati dal materiale erniario. Il problema si risolve in un paio di giorni di ricovero ospedaliero. Per alcune patologie, infine, si può inserire uno stabilizzatore in silicone, il Diam, che è una specie di ammortizzatore tra le vertebre, ma l'intervento è più complesso ed è necessaria l'anestesia generale. Gesualdo Nasca (30 maggio 2002)
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