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I grandi temi - la sete in Sicilia

020523madi

Sete in Sicila: i numeri che sorprendono
Innumerevoli sono gli enti, le società e i consorzi per la gestione dell'acqua. Ma l'erogazione è col contagocce

Che la Sicilia sia una terra "assetata" è cosa tristemente nota, non solo a chi ci vive. Tutta l'Italia ormai sa della crisi idrica che ha investito l’isola; i telegiornali nazionali dedicano spesso servizi al problema.
Ciò che in non molti sanno è che (almeno sulla carta) ad occuparsi dell’acqua in Sicilia ci pensano 3 enti regionali, 3 aziende municipalizzate, 2 società miste, 19 società private, 11 consorzi di bonifica, 284 gestiori comunali e 400 consorzi di utenti. Sorprende che il numero di chi si occupa dell’acqua sia tanto consistente, soprattutto se si pensa alla scarsità dell’erogazione.
Angelo Capodicasa, deputato regionale dei Ds, citando la relazione fatta a fine anno da Jucci (l’ex commissario straordinario per la crisi idrica) sostiene che nel 2001 “le riserve idriche ammontavano a 184 milioni di metri cubi. Dieci milioni in più rispetto alle riserve dello stesso periodo del 2000. Non riusciamo a capire - continua Capodicasa - come mai sia stata così drasticamente ridotta l’erogazione".
Il presidente della regione Totò Cuffaro, che è anche l’attuale commissario per la crisi idrica, replica che chi oggi lo attacca "ha da farsi perdonare un’annosa inefficienza dei governi precedenti”. Cuffaro continua sottolineando il suo impegno “per mettere in atto, in appena 40 giorni, una programmazione finalizzata al miglioramento della situazione idrica”.
Mauro Di Gregorio


(23 maggio 2002)

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