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Fumetti e animazione

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Lady Oscar compie venti anni
Riproposta da Italia 1 la serie della rosa Di Versailles. Torna con la sua sigla originale, ma anche questa volta il cartone è in versione censurata


Titolo originale:
Versailles no bara
Soggetto:
Riyoko Ikeda
Disegno dei personaggi: Shingo Araki - Michi Himemo
Regia:
Tadao Nagahama - Osamu Dezaki
Musiche:
Kouji Makaino
Produzione:
Tokyo Movie Shinsha
Anno: 1979
Edizione italiana: CTM registrazioni sonore
Puntate: 40

Torna in replica, dopo venti anni dalla prima messa in onda, un cartone animato che ha sempre regalato forti emozioni ai telespettatori di tutte le età. Lady Oscar è nuovamente in onda tutti i pomeriggi alle 16:25 su Italia 1.
La storia è tratta dall'omonimo fumetto di Riyoko Ikeda, pubblicato per la prima volta in Giappone nel 1972. Il cartone animato originale è costituito da un corpus di 40 episodi (piú uno inedito in Italia, frutto di un montaggio di spezzoni di altre puntate, una sorta di promo che ha la funzione di puntata pilota), della durata di 18-20 minuti.
Il 25 dicembre 1755 a Versailles, in Francia, nasce una bellissima bambina, sesta figlia del generale Jariayes che, ossessionato dall’idea di avere un erede maschio, decide di educare la piccola come se fosse un ragazzo e la battezza con il nome Oscar François De Jariayes. A lei affianca il nipote della governante, André Grandier, con lo scopo di servirla e proteggerla. Educata come un abile soldato, a soli 14 anni Oscar diventa capitano delle Guardie Reali e guardia del corpo della principessa Maria Antonietta. Oscar è ammirata e corteggiata da donne e uomini e vive la sua sessualità in maniera conflittuale. Cresciuta con l’idea di essere in tutto e per tutto uguale ad un uomo, capirà la sua natura di donna quando incontrerà il conte Fersen. Pur consapevole del fatto che il suo è un amore non corrisposto, non si accorge che il suo più fedele amico, André, in realtà nutre per lei dei profondi sentimenti.
Intanto la Francia è investita da una grave crisi. La situazione economico-sociale del paese spinge Oscar a estreme decisioni. Dopo la delusione amorosa, decide di rinnegare la sua natura di donna per dedicarsi esclusivamente alle armi. Alla vigilia dello scoppio della rivoluzione francese, finalmente comprende che il suo cuore di donna batte ancora e, questa volta, per André (che purtroppo è ormai quasi del tutto cieco). La perdita del suo più grande amore e la sua malattia (tubercolosi) la spingono a lasciare l’esercito, ma convinta dalle altre guardie va all’assalto della Bastiglia. In quell’attacco verrà colpita e morirà.
La storia viene narrata con grande passione e forza epica. La cura quasi maniacale per i paesaggi, i costumi e lo sfarzo della corte di Francia ha trasformato questo cartone animato in un vero e proprio classico dell’animazione made in Japan. Una curiosità in più per gli amanti (e i nostalgici) di Lady Oscar: il cartone viene riproposto con la sigla originale della versione italiana cantata dai Cavalieri del Re! Era stata cambiata nel 1990 quando anche il cartone era stato ribattezzato Una spada per Lady Oscar e l’omonima sigla era cantata da Cristina D’Avena.
Alessia Cannizzaro

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(23 maggio 2002)


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