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salute
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020521alca
Indagine Istat 2002: a rischio la salute degli
italiani
Peso, fumo, attività fisica e controlli preventivi sono i comportamenti
monitorati dallistituto di ricerca e i dati sono allarmanti
LIstat ha reso noti i risultati dellindagine
Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari 1999-2000,
attraverso la quale, ogni cinque anni, listituto di ricerca fotografa
i comportamenti degli italiani in materia di salute.
I risultati di questanno ci presentano un quadro piuttosto critico.
In Italia, gli obesi superano i quattro milioni, ovvero il 25% in più
rispetto al 1994. Risultano in sovrappeso in prevalenza gli uomini (il
42%, contro il 26% delle donne) e il divario diventa più consistente
con laumentare delletà. I fumatori sono più
di 12 milioni e il 40,9% di coloro che fanno ogni giorno uso di sigarette
consuma almeno due pacchetti. Anche in questo caso risultano più
indisciplinati gli uomini (il 32,2% contro il !8,2% delle donne). Iniziano
a fumare soprattutto i giovani di età compresa tra i 14 e i 17
anni. Il dato più allarmante riguarda la durata del vizio: oltre
20 anni. Listituto di ricerca ha inoltre messo in luce la crescente
tendenza alla pigrizia. Non pratica alcuna attività fisica il 31,4%
degli italiani sopra i 18 anni. I dati non migliorano se si considera
larea della prevenzione. Solo il 6,2% della popolazione, nelle quattro
settimane precedenti alla rilevazione, si è recata dal medico curante
in assenza di sintomi. I controlli aumentano in relazione alletà.
Le donne hanno fatto più visite mediche rispetto agli uomini (il
6.5% contro il 3,2% degli uomini, nella fascia di età compresa
tra i 18 e i 34 anni). Oltre alla differenza di sesso ed età, è
stata analizzata quella territoriale: al sud i controlli sono di gran
lunga inferiori a quelli della media italiana (il 4,7% contro il 6,2%).
Alessia Cannizzaro
(21 maggio 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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