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Informazione e salute

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Il Dna di un figlio resta nella madre per decenni
La scoperta viene dall’Università di Milano: cellule staminali fetali possono continuare a “vivere” nei tessuti materni

Il Dna di un figlio rimane nella madre anche per molti anni dopo il parto. La scoperta è di un gruppo di ricercatori dell'Università di Milano, coordinati dal dottor Pietro Invernizzi. Che le cellule fetali potessero restare nel corpo della madre anche per decine d’anni, era una notizia in qualche modo già nota ai genetisti. La nuova scoperta però ha offerto una realtà più stupefacente: il Dna del figlio può restare nel sangue della madre anche a sessanta anni di distanza dal parto.
Il team di Invernizzi ha analizzato il sangue di 160 donne che, in passato, avevano dato alla luce un figlio maschio, cercandovi le sequenze del cromosoma Y, quello che è presente solo nel Dna maschile. "Ebbene, i risultati sono stati positivi nel 30 per cento dei casi, anche se il parto era avvenuto decine d’anni prima", dicono gli studiosi. Nessuna sequenza del cromosoma Y è stata invece identificata nel sangue di 50 donne appartenenti a un gruppo di controllo, che non avevano mai avuto figli. Secondo i ricercatori si è verificato un processo che ha portato cellule staminali fetali ad essere assimilate in qualche modo nei tessuti materni, continuando a vivere, e dunque a disseminare il proprio Dna nel flusso sanguigno al momento della loro divisione.
La scoperta è importante anche dal punto di vista puramente medico, in quanto potrebbe essere proprio questo Dna “estraneo” a provocare malattie autoimmuni come lo sclerodermia, un grave disturbo del tessuto connettivo, che può talvolta avere esiti fatali.

Fatima Pace

(10maggio 2002)

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