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informazione e salute

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La vecchiaia? Tutta colpa del Dna
La causa dell'invecchiamento è da ricercare nell'elica della vita. Con il passare degli anni, infatti, perderebbe la capacità di riparare i danni cellulari. La conferma da un gruppo di ricercatori olandesi

Avrebbe trovato conferma la teoria secondo cui la causa dell'invecchiamento sia da ricercare nel Dna. Un gruppo di ricercatori dell’università Erasmus di Rotterdam, in Olanda, in seguito a diversi test, è arrivato alla conclusione che proprio il Dna perda progressivamente la capacità di riparare i danni cellulari.
"Abbiamo verificato che i topi caratterizzati da un difetto genetico, che limita la capacità del Dna di riparare i danni cellulari, invecchiano prematuramente: le loro ossa diventano fragili, il pelo ingrigisce, hanno problemi di infertilità e altre caratteristiche tipiche della vecchiaia", scrive il coordinatore della ricerca, Jan de Boer, su Sciencesxpress.
Non è ancora del tutto chiaro il modo in cui il Dna umano venga danneggiato, ma è ormai confermato il ruolo chiave di alcune sostanze (per esempio i radicali liberi) in questo processo."Anche alcuni fattori ambientali, comunque rappresentano un pericolo per il Dna", nota de Boer, "primi fra tutti l’esposizione ai raggi del sole e a certe sostanze chimiche, come quelle contenute nel fumo di sigaretta".
I topi utilizzati per la ricerca avevano subito una mutazione genetica simile a quella che caratterizza le persone affette da una particolare malattia, la tricotiodistrofia. "Il gene difettoso è l’XPD, che è coinvolto nel meccanismo che porta alla produzione delle proteine necessarie a riparare i danni del Dna", precisa il ricercatore. I topi così mutati si sono sviluppati normalmente, ma una volta diventati adulti sono invecchiati molto velocemente.
Fatima Pace

(15 aprile 2002)

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