|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Attualità
|
|
Morto Lafferty, grande della fantascienza Usa Ingegnere fino all'inizio degli anni Settanta, si dedicò alla scrittura divenendo uno dei maggiori nomi della science-fiction americana. Da otto anni non pubblicava più a causa della malattia che lo aveva colpito Lo scrittore statunitense Raphael Aloysius Lafferty, considerato il "grande vecchio" della fantascienza, è morto all'età di 87 anni, dopo una lunga malattia, che lo aveva colpito nel 1994, mettendo fine alla sua carriera di narratore. Con lui scompare una delle voci più originali e bizzarre (per certi versi sperimentale ed ermetica) della science-fiction. Svolse l'attività di ingegnere elettronico fino agli inizi degli anni Settanta quando decise di dedicarsi alla scrittura. Il suo primo romanzo, Cantata spaziale, risale al 1966 e altro non è che la trasposizione in chiave fantascientifica dell'Odissea. Il grande successo internazionale per Lafferty arrivò nel 1968 quando pubblicò Il maestro del passato, un singolare romanzo che metteva in scena sir Thomas Moore confrontato con l'utopia realizzata sul pianeta Astrobe. Altro successo è Quarta fase (1970), in cui racconta di un computer alla ricerca di vita extraterrestre nella galassia. Cattolico conservatore, appassionato di metafisica, uno dei temi cari a Lafferty era la lotta del Bene contro il Male, il Cielo contro l'Inferno. Due le problematiche filosofico-esistenziali affrontate: quella del rapporto tra soggetto e oggetto e quella dell'origine dell'universo, da un punto di vista religioso-mitico. Entrambi i temi, comunque, sono sviluppati in un contesto divertente, intriso di battute, tra esagerazioni eclatanti e citazioni colte. Nel 1990 gli era stato attribuito il prestigioso premio alla carriera Fantasy Award. Salvatore Lo Iacono (29 marzo 2002)
|