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020319sili
Da Palermo un satellite per il Mediterraneo
Questa è la sfida di Rai Med, il canale digitale che trasmette anche in arabo. La scommessa della Rai per aumentare gli scambi con i paesi delle sponde vicine

I popoli del Mediterraneo si sono mossi incessantemente, hanno viaggiato sempre e ovunque, nel tempo e nella storia, da soli o in gruppo, seguendo flussi migratori che li hanno portati da Sud a Nord, da Est a Ovest, dentro e fuori il bacino del mare che li divide e che li unisce. Il Mare Nostrum, come era chiamato dai romani, è sempre stato luogo di scambi per culture a volte molto ditanti tra loro. Il recupero dei vecchi legami, mai spezzati, con lle diverse tradizioni del Mediterraneo è di stretta attualità soprattutto in Sicilia dove si sente ancora oggi, e forte, l’eredità dei tanti conquistatori, che si sono succeduti nelle diverse epoche.
Rai Med, canale satellitare in chiaro, cerca non solo di recuperare ma anche di riattualizzare le relazioni con i paesi che si affacciano sul nostro mare e in particolare con il mondo arabo, come ha spiegato Maria Pia Farinella, capo redattore della testata, nel Workshop di giornalismo che si è tenuto all’interno del convegno “Quale futuro per la comunicazione in Sicilia?” organizzato da Unicom.
La nuova rete nasce come la versione giornaliera di Mediterraneo, magazine di Rai 3 in cooproduzione con France 3, con tempi di realizzazione molto più lunghi, nato e prodotto a Palermo. Le trasmissioni sono solo in due lingue: italiano e arabo. Situazione anomala per un canale satellitare la cui area di ricezione raggiunge confini molto vasti, che si estendono dal centro Europa fino al nord Africa e Medio Oriente. L’esclusione di lingue come il francese e l’inglese, ampiamente diffuse nell’area d’utenza, è la coraggiosa scelta effettuata da Rai Med per evitare qualsiasi retaggio del colonialismo, recente e passato. Qualche tempo fa un tentativo simile era stato fatto dalla Bbc, che trasmetteva in arabo, ma solo per radio e con scarso successo.
Mentre il canale diretto da Maria Pia Farinella, sul digitale dal 26 aprile dello scorso anno, sta riscuotendo complimenti e firmando collaborazioni che allargano il bacino di utenza e di scambio.
I programmi, in gran parte notiziari e reportage, vengono realizzati, per la parte in italiano, a Roma e a Palermo, coinvolgendo tre strutture diverse della Rai: due testate giornalistiche Tg 3 e Rai News 24, e il settore digitale Rai Sat. La giornata di Rai Med è divisa in due blocchi: quello della mattina riservato alle trasmissoni in italiano e quello pomeridiano in lingua araba, con una ripetizione a “rullo”. I notiziari si concentrano nella prima parte della giornata e riguardano in modo particolare avvenimenti sul mondo arabo in Europa e nella sponda sud del Mediterraneo. A seguire i magazine di approfondimento, spesso monografico, realizzati a volte rieditando parte del lavoro che viene fatto da altre produzioni, come le testate giornalistiche degli altri due tg o le veline, adattandoli al format di Rai Med.
La sezione riservata alla fiction viene curata da Rai Sat, che si preoccupa anche di aggiungere i sottotitoli in arabo al parlato in lingua italiana. I prodotti di Rai Med vengono, invece, oversaundizzati, aggiungendo al parlato la traduzione dell’interprete, cercando di non eliminare nessuna delle due lingue.
La scelta della Rai di investire in scommesse di questo tipo è sicuramente rischiosa ma potrebbe portare anche molti buoni frutti come l’esportazione della cultura e dei prodotti italiani all’estero e la stretta collaborazione non solo con i paesi arabi ma anche con la Spagna, il Marocco, la Svizzera, la Palestina e la Grecia. Collaborazione che è fondamentale per la reeciproca conoscenza.
Simona Licandro

(19 marzo 2002)

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