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Attualità
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News
"Bisogna rimettere dei
limiti". Perentorie le dichiarazione vicepresidente del
Consiglio, Gianfranco Fini, alla seduta conclusiva della
45esima sessione della Commissione stupefacenti delle
Nazioni Unite. Il presidente di Alleanza nazionale osserva
che "al momento è il pretore che ha la
discrezionalità di decidere se una quantità di
droga trovata sia da considerare per uso personale o per
spaccio" e sottolinea la necessità di rivedere la
legge sulla droga, la Jervolino-Vassalli. Dopo il referendum
dei Radicali nel '93, che eliminò il criterio della
dose minima giornaliera, secondo Fini "c'è un buco
legislativo da colmare". Parole che fanno tornare alla mente
le dichiarazioni del vicepremier nell'ottobre scorso a San
Patrignano. "E' ora di dire basta con la politica di
riduzione del danno che si traduce nella libertà di
continuare a drogarsi", disse allora Fini. Oggi, il
presidente di An ribadisce che "l'Italia è in prima
linea nella lotta contro la droga" e precisa che il nostro
Paese "è fiero di essere il contribuente finanziario
più rappresentativo in sede di Nazioni Unite, con 12
milioni di euro stanziati anche nel 2002". Tra le possibili
direzioni da seguire nella lotta agli stupefacenti, il
vicepremier invita a non fare distinzione "nel combattere le
droghe leggere e quelle pesanti".
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