Testata giornalistica dell'Università degli Studi di Palermo. - ateneo@unipa.it


www.ateneonline-aol.it
portale d'informazione
dell'Università degli Studi
di Palermo

 > Prima pagina <

LE SEZIONI

Attualità
> News
>
L'edicola online
>
Novità in mediateca
>
I grandi temi

Cronaca universitaria
> L'editoriale
>
L'opinione
>
Università
> e mondo del lavoro
>
Dentro l'Ateneo
>
I Dipartimenti
>
Le Facoltà
>
Il Policlinico Universitario
>
La ricerca universitaria
>
La voce degli studenti
>
L'Opera universitaria
>
Il sito www.unipa.it

Sport, viaggi
e tempo libero

> Sport | CUS
> Turismo |
CTS
> Tempo libero |
CRAL

Cultura e spettacoli
> Attività culturali
> e congressuali
>
Cinema, radio, tv
>
Musei e mostre
>
Teatro
>
Musica

Rubriche
> Secolo postmoderno
>
Media e dintorni

 

informazione e salute

020308fati
Leucemia mieloide, è italiana la cura
Un gruppo di ricercatori dell'Istituto nazionale dei Tumori di Milano ha messo a punto la sperimentazione di un farmaco in grado di fermare la malattia. In più del 60 per cento dei casi fa ricrescere il midollo

Arriva dall'Italia una nuova cura per la leucemia mieloide; a sperimentarla i medici dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano, che l'hanno testata su un gruppo di pazienti. Il farmaco, efficace anche nelle fasi acute della malattia, si chiama Imatinib e ha la capacità di bloccare la proteina Bcr/Abl.
I risultati raggiunti vengono confermati da tre studi internazionali pubblicati su due importanti riviste scientifiche: il New England Journal of Medicine ed il Blood. La cura riesce nel 60-80 per cento dei casi  a far ricrescere il midollo. "La novità più importante - spiega Carlo Gambacorti Passerini, responsabile dell'unità operativa Geni e Proteine di Fusione dell'istituto milanese - è che le risposte sono durature e non hanno subito interruzioni nei due anni di sperimentazione".
Attualmente, in Italia, sono 5 mila coloro che soffrono di leucemia mieloide cronica. Ogni anno si contano due nuovi malati ogni centomila persone, e l’importanza del nuovo farmaco è ancor più evidente se si pensa  che, con le altre terapie,  i pazienti  sopravvivono meno di un anno da quando la fase cronica, che dura dai 5 ai 6 anni, riceve un’accelerata.
“Due anni dopo sta ancora bene  il 78 per cento delle persone trattate all’unità operativa Geni e Proteine dell’Istituto dei Tumori - precisa il dottor Gambacorti Passerini - inoltre nel nostro centro il 50 per cento dei pazienti ha visto trasformarsi il midollo leucemico in un midollo sano”. Un successo di cui sono particolarmente contenti al centro milanese, perché è quasi il doppio della percentuale registrata nell’arco dello studio complessivo, che ha coinvolto Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Germania.

Fatima Pace

(8 marzo 2002)

> torna alla Prima Pagina


Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina