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Facoltà di Agraria

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Obiettivo fondamentale: “preservare la biodiversità dell’ecosistema meridionale”

Il dipartimento di Colture arboree nasce con l’intento di promuovere la ricerca nei settori delle coltivazioni arboree e della selvicoltura. Tra le attività più importanti quelle relative alla conservazione della diversità genetica negli ecosistemi produttivi frutticoli e forestali

L’attività del dipartimento di Colture arboree della Facoltà di Agraria di Palermo riguarda diverse aree di ricerca. Tra queste, particolare importanza viene data alla conservazione, difesa e valorizzazione delle risorse genetiche presenti nel sistema produttivo tipico del meridione, al conseguente studio delle interazioni genetiche negli ecosistemi agrari e forestali e al miglioramento genetico delle specie arboree da frutto e da legno mediterranee. Il dipartimento, attivo dal primo gennaio del 2001 e diretto dal professore Ettore Barone, svolge inoltre delle ricerche finalizzate alla tutela dei sistemi boschivi delle regioni aride e all’elaborazione di modelli produttivi a basso impatto ambientale.
S’inserisce in modo coerente nei programmi di ricerca portati avanti dal D.C.A la creazione di un “Museo vivente del mandorlo” nella Valle dei templi di Agrigento. “Il museo è nato in seguito alla ricerca e raccolta delle diverse varietà di mandorlo presenti nel meridione, - dice il professore Barone - anche di quelle cadute in disuso, perché non più coltivate, e che rischiano
quindi di estinguersi. Si tratta di una ricerca attuata con lo scopo di preservare la diversità genetica esistente nella coltura del mandorlo in Sicilia”. Il direttore del dipartimento spiega infatti che “è sempre più diffusa la tendenza all’omologazione legata alla presenza di multinazionali e alle leggi che regolano il mercato, si tende quindi a uniformare l’offerta produttiva, mettendo a rischio i prodotti tipici locali. E’ invece necessario preservare la variabilità genetica perché potrà essere preziosa in futuri programmi di miglioramento genetico delle produzioni”. Sempre riconducibile alla stessa tematica di ricerca è il “Progetto risorse genetiche dell’olivo” che ha portato alla costituzione di una rete internazionale di Paesi e che ha come obiettivo lo studio, la raccolta, caratterizzazione, valutazione e salvaguardia delle risorse genetiche dell’olivo nel bacino del Mediterraneo. “Il dipartimento sta anche collaborando con l’Institut national de l'olivier di Sfax in Tunisia - dice il professore - per giungere a un protocollo d’intesa per la messa a punto di progetti comuni di ricerca nell’ambito della olivicoltura”. Il D.C.A ha inoltre attivato una collaborazione scientifica con la sede di Roma dell’International plant genetic Institute nell’ambito di un programma di ricerca sulle specie agrarie e arboree del Mediterraneo. Diverse sono poi le collaborazioni scientifiche che il dipartimento ha avviato con istituzioni culturali non universitarie. “Stiamo organizzando nell’ambito delle attività periodiche svolte dalla Società orticola italiana - continua Barone - un convegno sulla peschicoltura meridionale il cui obiettivo sarà l’ampliamento del calendario delle produzioni e quindi dell’offerta, ci si muoverà insomma in direzione dell’extrastagionalità della coltivazione del pesco. La nostra attenzione sarà anche concentrata sulla riduzione dell’impatto ambientale di input esterni, come i concimi chimici”. Il D.C.A, inoltre, accoglierà a breve la sede della “Sezione del Sud-Ovest” dell’Accademia dei Georgofili di Firenze che da sempre promuove studi e ricerche nel campo delle scienze agrarie. La Sezione si occuperà delle regioni Campania, Calabria e Sicilia.
Il dipartimento di Colture arboree partecipa attivamente a tutti i corsi di laurea della facoltà di Agraria, compresi quelli triennali di nuova istituzione e cioè i corsi di laurea in Scienze e tecnologie agrarie, in Scienze forestali e ambientali, in Viticoltura ed enologia e in Agricoltura biologica. E' anche coinvolto nell’attività di organizzazione dei Progetti Socrates, per la mobilità degli studenti universitari, che si svolgono nelle università di Cordoba, Siviglia, Madrid e Perpignan e copre gli insegnamenti dei corsi di dottorato di ricerca in Ecofisiologia delle specie legnose, Funzionamento dei sistemi colturali e Colture arboree.

Gabriella Giammanco

(6 marzo 2002)

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