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020228fati
Una sonda a tutela del malato
in sala operatoria
Una microscopica sonda, frutto delle nuove competenze
tecnologiche italiane, "leggerà"
il
fabbisogno di
ossigeno durante gli interventi di cardiochirurgia a cuore
fermo
Una scoperta tutta italiana;
una microscopica sonda sarà in grado di "leggere" il
fabbisogno di ossigeno durante gli interventi di
cardiochirurgia a cuore fermo. La nuova apparecchiatura
dovrebbe abbassare l'indice di mortalità di alcuni
interventi.
Dei 25 mila interventi di cardiochirurgia eseguiti
annualmente in Italia, quasi il 70 per cento avviene a cuore
fermo; interventi soprattutto di riparazione o sostituzione
delle valvole cardiache oppure d'eliminazione di aneurismi
dell'aorta o ancora interventi su postumi di infarto. In
tutti questi casi, per operare, è necessario fermare
temporaneamente il cuore, ricorrendo al sistema di
circolazione extracorporea, ed è proprio in questo
arco di tempo, che può durare fino a due ore, che il
muscolo cardiaco corre i maggiori rischi, perché, per
mantenerlo in vita, occorre somministrare più volte
dell'ossigeno, ma finora senza che si disponesse di alcun
sistema di monitoraggio dell'effettivo fabbisogno.
La novità interviene proprio in questo ambito: una
sonda di mezzo millimetro di diametro costituita di sensori
a fluorescenza, che, una volta fermato il cuore, viene
inserita nella vena principale dell'organo e registra il
fabbisogno di ossigeno da parte delle cellule. I segnali
raccolti sono poi inviati ad un computer che li elabora,
trasferendo il quadro su un grafico.
"Grazie a questo sistema - ha spiegato Angelo Graffigna,
responsabile della Cardiochirurgia dell'ospedale Santa
Chiara di Trento, - abbiamo scoperto che ogni cuore ha un
suo fabbisogno d'ossigeno e quindi gli attuali protocolli
non possono essere utilizzati in modo standard".
Fatima Pace
(28 febbraio 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
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Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
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