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Informazione e salute

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Bimbi in vitro per salvare fratelli malati
Una coppia inglese è stata autorizzata a utilizzare la tecnica della fecondazione in provetta per sottoporre gli embrioni a screening genetico e curare un altro figlio gravemente malato

Una decisione che farà sicuramente discutere: una coppia britannica è stata autorizzata a utilizzare la tecnica della fecondazione in provetta per sottoporre gli embrioni prodotti a screening genetico. Lo scopo è scegliere l'embrione, da impiantare successivamente nell'utero materno, con l'esatto tipo di cellule necessarie per salvare il primo figlio della coppia, colpito da una grave malattia genetica. Dal nascituro verrà prelevato il midollo osseo da trapiantare sul bambino malato. E' la prima volta che un'autorizzazione di questo tipo viene data in Gran Bretagna dall'Autorità per la fecondazione umana e l'embriologia (Hfsa). Anche in Francia, intanto, si registra un caso analogo. Il professor Renè Frydman, "padre" della prima bambina francese nata da fecondazione in provetta, ha annunciato di aver chiesto ufficialmente al Comitato nazionale di etica l'autorizzazione a programmare in vitro dei "bambini-medicina", le cui cellule potrebbero guarire i loro fratelli malati.
Progetti che hanno ovviamente sollevato preoccupazioni di ordine scientifico, etico e religioso. Il direttore del centro di bioetica dell'Università Cattolica di Milano, monsignor Elio Sgreccia, ha dichiarato: "Ci preoccupa gravemente che non si abbiano più remore all'utilizzo strumentale e senza pietà degli embrioni. Anche in Italia si sono verificati casi in cui c'era la necessità di avere un figlio che potesse aiutarne un altro malato, ma si trattava di concepimenti naturali". Fatima Pace

(26 febbraio 2002)

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