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Cinema
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020225mame
A beautiful mind / Genio e
follia nell'interpretazione di Russell
Crowe
Il nuovo film diretto da Ron Howard si propone come
protagonista per la notte degli Oscar. La vita tormentata
del grande matematico John Forbes Nash jr conquista il
pubblico con passione e sentimento
Con
questa interpretazione, di certo Russell Crowe (nelle
foto) avrà buone probabilità di
aggiudicarsi l'Oscar come migliore attore protagonista. Il
suo John Forbes Nash jr è intenso e commovente e, a
tratti, ricorda il Raymond Babbyt interpretato da Dustin
Hoffman in Rain man. Crowe si cala egregiamente nei
panni del grande matematico e porta sullo schermo con
passione e vigore l'introversione, la timidezza, la
stranezza, ma, soprattutto, la schizofrenia di Nash.
La prima parte del film narra la vita universitaria del
giovane Nash, un ragazzo chiuso che cerca disperatamente una
idea originale per la sua tesi. Egli vuole eccellere su
tutti e, perciò, non si accontenta di una "semplice"
tesi brillante. Ma la sua ricerca è inizialmente
infruttuosa e ciò lo mette in grave ritardo rispetto
ai colleghi e non lo mette in buona luce presso i
professori. Dopo tanto studio, è però in una
serata al pub che Nash trova la sua ispirazione. Durante
l'ennesima discussione con gli amici sulle donne, con le
quali John è impacciato più che mai,
finalmente arriva l'idea buona, un idea che
rivoluzionerà l'economia moderna. L'innovativa Teoria
dei Giochi, nata proprio parlando del modo migliore per
conquistare una ragazza, darà a Nash la fama ed un
brillante futuro.
Ma una grave
crisi è in agguato per il nostro matematico,
perché, proprio nel suo momento professionale
migliore, esplode la schizofrenia. Saranno gli anni di una
grave crisi, che Nash riuscirà a superare solo grazie
all'aiuto di sua moglie Alicia (splendidamente interpretata
da Jennifer Connelly), una sua ex studentessa. Proprio nel
racconto degli anni della malattia di Nash si apprezza la
sapiente e ferma regia di Ron Howard, che è misurato
e non eccede in virtuosismi. Si fanno notare positivamente
per le loro interpretazioni anche Ed Harris ed Austin
Pendleton. Dunque un film di rilievo, appassionante e
coinvolgente, anche grazie alle belle musiche di James
Horner, e molto ben scritto da Akiva Goldsman.
Manlio Mezzatesta
(25 febbraio 2002)
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
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al n. 10 del 1/6/2001
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