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Cinema


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A beautiful mind / Genio e follia nell'interpretazione di Russell Crowe
Il nuovo film diretto da Ron Howard si propone come protagonista per la notte degli Oscar. La vita tormentata del grande matematico John Forbes Nash jr conquista il pubblico con passione e sentimento

Con questa interpretazione, di certo Russell Crowe (nelle foto) avrà buone probabilità di aggiudicarsi l'Oscar come migliore attore protagonista. Il suo John Forbes Nash jr è intenso e commovente e, a tratti, ricorda il Raymond Babbyt interpretato da Dustin Hoffman in Rain man. Crowe si cala egregiamente nei panni del grande matematico e porta sullo schermo con passione e vigore l'introversione, la timidezza, la stranezza, ma, soprattutto, la schizofrenia di Nash.
La prima parte del film narra la vita universitaria del giovane Nash, un ragazzo chiuso che cerca disperatamente una idea originale per la sua tesi. Egli vuole eccellere su tutti e, perciò, non si accontenta di una "semplice" tesi brillante. Ma la sua ricerca è inizialmente infruttuosa e ciò lo mette in grave ritardo rispetto ai colleghi e non lo mette in buona luce presso i professori. Dopo tanto studio, è però in una serata al pub che Nash trova la sua ispirazione. Durante l'ennesima discussione con gli amici sulle donne, con le quali John è impacciato più che mai, finalmente arriva l'idea buona, un idea che rivoluzionerà l'economia moderna. L'innovativa Teoria dei Giochi, nata proprio parlando del modo migliore per conquistare una ragazza, darà a Nash la fama ed un brillante futuro.
Ma una grave crisi è in agguato per il nostro matematico, perché, proprio nel suo momento professionale migliore, esplode la schizofrenia. Saranno gli anni di una grave crisi, che Nash riuscirà a superare solo grazie all'aiuto di sua moglie Alicia (splendidamente interpretata da Jennifer Connelly), una sua ex studentessa. Proprio nel racconto degli anni della malattia di Nash si apprezza la sapiente e ferma regia di Ron Howard, che è misurato e non eccede in virtuosismi. Si fanno notare positivamente per le loro interpretazioni anche Ed Harris ed Austin Pendleton. Dunque un film di rilievo, appassionante e coinvolgente, anche grazie alle belle musiche di James Horner, e molto ben scritto da Akiva Goldsman.
Manlio Mezzatesta

(25 febbraio 2002)

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