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informazione e salute


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Dagli Stati Uniti in arrivo l'utero artificiale
Un gruppo di ricercatori della Cornell University, dopo aver realizzato "un grembo artificiale" in materiale biodegradabile, ha inserito al suo interno degli embrioni che hanno iniziato a svilupparsi regolarmente

Arriva dagli Stati Uniti la notizia di una nuova tecnica di assistenza alla riproduzione umana. Un gruppo di ricerca della Cornell University ha infatti realizzato il primo utero umano artificiale, riuscendo a far crescere al suo interno un embrione per sette giorni. L'esperimento è stato poi volontariamente interrotto dai ricercatori, che tuttavia, contano di ripetere il test arrivando fino a due settimane di sviluppo embrionale, cioè fino al limite massimo consentito dalle leggi sulla fecondazione in vitro.
Sotto la direzione della dottoressa Hung-Ching Liu, del Centro di Medicina Riproduttiva della Cornell University, i ricercatori hanno costruito l'utero artificiale utilizzando prima una specie di stampo fatto con tessuti al collagene, al cui interno sono state inserite delle cellule prelevate dall'endometrio di una donna, che hanno gradualmente sostituito i tessuti artificiali fino a ricostruire un ambiente simile a quello dell'utero naturale. L'organo artificiale è stato poi "arricchito" con ormoni e sostanze nutrienti, ed infine vi è stata inserita una blastula, cioè un embrione nelle primissime fasi di sviluppo. La blastula ha aderito alle pareti dell'utero artificiale e si è impiantata, proseguendo nello sviluppo fino a che i ricercatori non hanno interrotto il test.
Scopo della ricerca, che non potrà comunque trovare concreta attuazione prima di cinque o addirittura dieci anni, è intervenire in aiuto delle donne che non riescono a concepire naturalmente un figlio a causa di danni all'utero.
Fatima Pace

(11 febbraio 2002)

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