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Cronaca


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Australia: aborigeni vivono 25 anni meno dei bianchi
Mentre gli australiani in genere vivono sempre più a lungo, principalmente grazie alla forte diminuzione di decessi per cancro e malattie di cuore, la situazione per la popolazione indigena è più drammatica che mai. Le ultime statistiche indicano che il tasso di mortalità nella popolazione in genere in Australia è diminuito del 3% dal 1999, ma per gli aborigeni le cose non sono migliorate ed essi muoiono 25 anni più giovani degli altri australiani e 15 anni prima dei maori della Nuova Zelanda e degli indiani del Nordamerica. Secondo gli ultimi dati dell'ufficio di statistica, l'età media di morte per gli aborigeni è 53 anni, mentre per gli altri australiani è 78. Se un bambino non indigeno nato oggi in Australia ha una speranza di vita di 77 anni e una bambina di 82, un bambino aborigeno può aspettarsi di vivere solo 56 anni e una bambina 63. A paragone, gli uomini maori vivono fino a 67 anni e le donne fino a 72, mentre per gli indiani d'America la speranza media di vita è 71 anni. Secondo l'ufficio di statistica, la minore speranza di vita tra gli aborigeni è legata a fattori di salute, di ambiente e sociali. Le principali cause di morte tra i 400 mila aborigeni differiscono dal resto della popolazione di 19,3 milioni di australiani: cause esterne di morte come incidenti, aggressioni e abuso di sè rappresentano il 15% delle morti di aborigeni, ma solo il 6% dei decessi complessivi in Australia. Le principali cause di morte tra gli aborigeni sono malattie circolatorie (28%), cancro (16%), malattie endocrine, della nutrizione e del metabolismo (9%) e diabete mellito (8% contro il 2% della popolazione totale).
Monica Diliberti

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