|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Attualità
|
|
Attualità
Comincia dalla Nigeria il
programma africano di distribuzione di farmaci generici per
combattere Hiv e Aids. L'iniziativa è nata a seguito
della vittoria in sede legale del governo sudafricano contro
le multinazionali farmaceutiche.
Un'importante passo in avanti, che risale
allo scorso aprile, e che permette di importare farmaci
anti-Aids generici, quelli cioè non protetti da
brevetto e disponibili a prezzi molto più bassi
rispetto a quelli prodotti dalle case occidentali. Il
processo vedeva schierati da una parte le grandi industrie
farmaceutiche - che giustificavano l'alto prezzo dei loro
medicinali con la necessità di finanziare la ricerca
- e dall'altra i Paesi del Terzo mondo - rappresentati dal
Sudafrica - che, ritenendo ingiustificabile la difesa
dell'esclusiva da parte delle industrie occidentali,
cercavano di scavalcare le barriere imposte dal brevetto per
combattere la piaga dell'Aids. La contesa si era allora
disputata intorno all'iniziativa di una compagnia
farmaceutica indiana, la Cipla, che aveva iniziato a
produrre farmaci già brevettati all'estero e ad
offrirli al Sudafrica a prezzi decisamente più
convenienti rispetto a quelli imposti dall'Occidente.
Superata, o quasi, la barriera del costo eccessivo dei
trattamenti, i Paesi africani devono affrontare anche il
problema dell'erogazione delle medicine ai sieropositivi e
ai malati di Aids. Il Sudafrica non ha ancora attivato un
piano in proposito, mentre è la Nigeria il primo
stato a testare la propria rete di infrastrutture sanitarie
per la distribuzione e il suo corretto funzionamento,
soprattutto nell'appoggio e nel monitoraggio costante dei
pazienti. I farmaci generici, prodotti in India, saranno
distribuiti in 18 centri medici della Nigeria. Il programma
sarà poi allargato a un centinaio di centri, fino a
coinvolgere 100mila malati nel giro dei prossimi mesi. I
nigeriani affetti da Hiv o l'Aids sono circa 3,5 milioni.
L'Africa sub-sahariana è attualmente devastata
dall'Aids, con i suoi 28 milioni e più di infetti su
un totale di 40 milioni di persone contagiate nel mondo
intero.
|