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Attualità
- Salute
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011123mule
Test genetici: l'ultima
passione degli italiani
Aumenta il numero
dei test genetici presso i laboratori italiani. Il giro di
affari é di 50 miliardi. Il ministro della salute
Sirchia:" I laboratori sono troppi, inutili e senza
controlli di affidabilità"
Sempre più italiani
vogliono sapere di cosa potrebbero ammalarsi. Nel 2000 le
richieste di test genetici sono aumentate del 40 per cento
rispetto all'anno precedente. Si tratta di esami in grado di
immergersi nelle profondità del nostro Dna e in
alcuni di casi di scoprire la predisposizione verso
determinate malattie. La diagnosi genetica può essere
effettuata su individui adulti, o sui bambini nel ventre
della madre. Inoltre può riguardare interi cromosomi
o singoli geni.
La
maggior parte dei pazienti che richiedono i test genetici
è affetta da malattie rare, come la distrofia
muscolare o la fibrosi cistica, mentre molti altri vogliono
conoscere soltanto la loro predisposizione ai tumori e alle
malattie cardiovascolari. In quest'ultimo caso, i risultati
non hanno un alto grado di attendibilità,
perché entrambe le classi di malattie sono
multifattoriali, cioè dipendono da tanti tipi di geni
e sono correlate alle abitudini di vita di ciascuno. La
diaognosi genetica, quindi, può indicare una generica
predisposizione verso la malattia, con il rischio che il
paziente interpreti il risultato con fatalismo.
In Italia ci sono 265 laboratori di diagnostica genetica,
per un giro di affari di circa 50 miliardi. Il costo di una
visita varia tra le cento mila lire e i sei milioni. Inoltre
un terzo delle strutture lavora privatamente, senza
convenzione con il sistema sanitario locale e spesso i
risultati dei test vengono consegnati senza preparare i
pazienti a notizie gravi. Il ministro della salute Girolamo
Sirchia afferma:" I laboratori sono troppi, inutili e
mancano i controlli sulla loro affidabilità. Occorre
razionalizzare questo settore".
Antonella Mulé
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
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