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Attualità
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I diritti umani in mostra.
Cronaca di un grande successo
Sono foto che parlano di
vita e denunciano gli abusi contro l'umanità. La
mostra è stata organizzata dall'Istituto Buddhista
Italiano Sokka Gakkai
La violenza sulle donne, i
bambini. La discriminazione razziale. L'odio verso chi
è diverso, malato, debole. 200 fotografie, crude e
dirette, per denunciare chi abusa dei diritti e delle
libertà dell'uomo. E' questo il cuore della mostra "I
Diritti Umani nel Mondo Contemporaneo" conclusasi il 7
aprile ai Cantieri Culturali alla Zisa di Palermo. E' la
cronaca di un grande successo di pubblico. Circa 18 mila
persone hanno visitato l'esposizione nelle tre settimane di
permanenza in città.
L'evento, voluto dall'Istituto buddista Italiano Soka
Gakkai, è stato patrocinato da diverse istituzioni,
sia nazionali, sia locali, prima fra tutte
l'Università degli Studi di Palermo. In particolare
se ne sono occupati il rettore Giuseppe Silvestri e i
professori Antonio La Spina e Francesco Viola,
rispettivamente direttore della Scuola di specializzazione
in istituzioni e politiche di tutela dei diritti umani e
coordinatore del Dottorato di ricerca in diritti dell'uomo.
Nata da un incontro tra il presidente della Soka Gakkai
International, Daisaku Ikeda, con Nelson Mandela poco dopo
la sua scarcerazione, la mostra è già stata
apprezzata in Giappone, Canada, Olanda, Brasile, Svizzera,
Gran Bretagna e Germania. Nel 1996 approda in Italia
registrando più di 40 mila presenze nelle due sedi di
Roma e Milano. Stesso riscontro positivo anche a Napoli e
Venezia nel 1999. Durante l'inaugurazione è stato
sottolineato che, ospitando questa mostra, Palermo si
conferma città di grande dinamismo, apertura e
spirito di solidarietà, pronta ad accogliere, in modo
quasi materno, le istanze dei cittadini del mondo
intero.
A visitare la mostra, gruppi di persone molto eterogenei:
adulti, ragazzi, anche anziani che si sono dimostrati molto
sensibili nei confronti della violazione delle
libertà. Forse perché loro alcune violenze,
alcune privazioni le hanno vissute davvero, in prima
persona.
Ma gli studenti sono stati il pubblico privilegiato
dell'esposizione che, con le sue immagini, le visite guidate
e i quaderni didattici di approfondimento, si pone
l'obiettivo di educare oggi quelli che saranno i leader di
domani.
Quattro le sezioni proposte e costituite da 90 pannelli
contenenti oltre 200 tra fotografie, mappe e grafici.
La prima parte, oltre ad introdurre l'argomento, ha una
connotazione storica. Si tratta di tavole cronologiche,
scritti e documenti sui diritti umani che risalgono anche al
600 a. C.. Non solo quindi Hobbes, Rousseau e gli altri
"padri fondatori" del diritto umano, ma anche il Codice di
Hammurabi, Confucio, Cicerone, San Tommaso e tutti coloro
che si sono interessati dell'argomento.
L'excursus storico termina con la nascita dell'Onu e la
cronologia dei trattati e delle dichiarazioni che hanno
sancito regole e sanzioni in difesa dell'uomo.
Con la seconda sezione si entra nel vivo della mostra.
Vengono infatti trattate le violenze su larga scala: ripudio
e abuso di libertà fondamentali, guerre e carestie
privano l'individuo del diritto più essenziale,
quello alla vita e, insieme, quello alla libertà.
E come restare impassibili davanti alle foto di Auschwitz,
alle violenze sugli immigrati o altre torture
indicibili?
La terza parte mostra le discriminazioni verso le minoranze,
proponendo possibili soluzioni, con particolare attenzione
al tema delle pari opportunità nei confronti di donne
e bambini. In troppe parti del mondo ancora oggi questi due
gruppi sociali sono lasciati ai margini e troppo poco
è stato fatto per risolvere questa situazione. Le
foto esposte erano piuttosto dirette: donne sottoposte a
infibulazione, bimbi denutriti o costretti a vivere in
schiavitù.
Una parte di questa sezione inoltre è dedicata al
"nostro prossimo dimenticato". Sono scatti di anziani,
disabili, persone affette dal virus Hiv. Casi diversi, ma
con un denominatore comune: la segregazione e
l'abbandono.
L'ultima parte è intitolata "Diventare esperti di
diritti umani" e raccoglie le testimonianze di tutte quelle
persone che sono, o sono state, in prima linea nella
questione dei diritti umani: Gandhi, Audrey Hepburn,
Rigoberta Menchù. Sono piccoli contributi in una
lotta immensa che al momento non sembra poter aver fine.
Almeno finché l'uomo non avrà piena coscienza
di sé e soprattutto degli altri.
Monica Diliberti
Ateneonline (www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione
Presidente: Antonio La Spina
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