|
|
|
|
Facoltà
di Agraria
|
|
|
011026sian
Erodoto non mangiava melanzane
La ricerca deve
studiare il miglioramento delle condizioni qualitative degli
ecosistemi e salvaguardarne la biodiversità. Bisogna
intervenire in modo sempre più interdisciplinare
perché l'ambiente è un problema che riguarda
tutti.
Tre giorni per indagare problemi e prospettive della
biodiversità nell'ambito dei paesaggi agrari e
forestali dell'area mediterranea. Si è svolto dal 31
maggio al 2 giugno scorso il seminario promosso dalla
facoltà di Agraria e dall' Iaed, un'associazione
scientifica fondata cinque anni fa con l'obiettivo di fare
incontrare e discutere professionalità diverse sui
diversi aspetti di un problema complesso com'è quello
della valorizzazione e conservazione dei sistemi agricoli e
forestali. Con un occhio di riguardo
all'eccezionalità, dal punto di vista vegetale, del
nostro territorio mediterraneo e un approfondimento sulla
flora dell'isola di Pantelleria, sede degli ultimi due
giorni del convegno che ha visto la partecipazione di
numerosi studiosi provenienti da tutti gli atenei d'Italia.
I temi affrontati sono attualmente oggetto di studio presso
il Dipartimento di Colture Arboree dell'Università di
Palermo e vanno dalla valorizzazione dei sistemi agricoli
siciliani alla tutela di alcune specie esclusivamente
nostrane come il ficodindia, dai piani operativi sulla
gestione delle riserve naturali alla ricerca sulle
cosiddette "reti ecologiche".
A introdurre i lavori del seminario, il professore Giuseppe
Barbera dell'ateneo palermitano, che sottolinea come, di
fronte alla minaccia costituita dai progressivi cambiamenti
climatici, la conservazione della biodiversità sia
fondamentale per il funzionamento del sistema terra. Un
problema che non può più essere ignorato.
Erodoto oggi, si chiede Barbera, riconoscerebbe i suoi
paesaggi? Sicuramente no, a causa delle innumerevoli specie
(a cominciare da agrumi, pomodori, melanzane) che
dominazioni straniere e contatti con altri continenti hanno
portato in Sicilia nel corso dei secoli. "La natura
-sostiene il professore -ha assegnato al Mediterraneo un
grande valore di biodiversità, cui la storia ha dato
un potente contributo".
L'attuale consumo energetico dei paesi industrializzati non
consente previsioni rosee per il futuro del pianeta.
Maggiori consumi portano a un inquinamento sempre più
irreversibile. E' abbastanza recente la presa di coscienza
degli ecologi in merito alla necessità di realizzare
una convivenza più equilibrata a livello planetario,
al fine di delineare uno "sviluppo compatibile". E dunque la
ricerca deve procedere nella direzione dell'ottimizzazione
dei processi e dell'eliminazione degli sprechi, ma è
fondamentale che questo avvenga secondo criteri più
affini alle logiche naturali. L'obiettivo è sia il
miglioramento delle condizioni qualitative degli ecosistemi
che la conservazione della biodiversità, tralasciando
logiche settoriali e interessi locali per intervenire in
modo sempre più multidisciplinare e integrato,
perché l'ambiente è un problema che riguarda
tutti. Carlo Blasi dell'Università La Sapienza di
Roma, focalizza l'attenzione sull'importanza della
"progettazione ambientale": "Finora -spiega Blasi -le
relazioni tra le trasformazioni e l'ambiente sono state
ignorate. Il progetto ambientale deve invece divenire un
momento fondamentale ed imprescindibile per il controllo
delle trasformazioni tramite l'attuazione di alcune funzioni
come la qualificazione dei manufatti in interazioni
opere-ambiente, la progettazione del territorio, la
valutazione di compatibilità e lo studio dell'impatto
ambientale.
La progettazione ambientale -conclude l'ecologo -acquisisce
così una rilevanza più ampia assumendo
caratteristiche di principale strumento di regolazione delle
trasformazioni del territorio: solo così si
potrà favorire un uso compatibile delle risorse senza
compromettere lo sviluppo dei diversi settori". Per far
ciò è determinante ridare all'ambiente (nella
sua complessità di fattori fisici, biologici e umani)
un ruolo centrale nella progettazione delle trasformazioni
sia a livello locale che internazionale.
Quante volte ci siamo soffermati a contemplare un paesaggio
naturale, quasi commossi dalla sua bellezza? Eppure per il
contadino un campo non è che terra coltivabile, per
il pescatore il mare non è che la fonte del proprio
sostentamento. "La 'rivelazione estetica' del paesaggio
-cita Orazio Ciancio dell'Accademia Italiana di Scienze
forestali di Firenze -si manifesta quando l'uomo si rivolge
alla natura senza scopi pratici. Nell'accezione ecologica,
il paesaggio è invece definibile come 'sistema aperto
altamente complesso definito da una varietà di
equilibri". Per Ciancio, dunque, il paesaggio è un
sistema di ecosistemi, la cui conservazione è
imprescindibile dall'efficienza e armonia di tre livelli:
ecologia, economia, etica. "La conservazione della
biodiversità -continua il docente - presuppone la
pianificazione dei sistemi naturali che vanno tutelati e
ampliati salvaguardando la complessità del paesaggio,
di cui l'uomo è parte integrante: è indubbio
che nel Mediterraneo l'impatto umano sia stato notevole
nella determinazione dell'attuale panorama paesaggistico.
Eppure la conservazione della biodiversità non
significa l'eliminazione della presenza dell'uomo, ma la sua
armonizzazione con i meccanismi naturali. Il paesaggio
-conclude Ciancio -ha anche un valore culturale
perché consente di conservare la memoria del passato.
Solo in questo senso è possibile un armonioso
connubio tra valore estetico e utilità dell'ambiente
naturale".
Negli ultimi duecento anni la temperatura media della terra
è aumentata di 3,5 gradi centigradi. Le cause sono
principalmente un utilizzo sconsiderato del territorio e i
cambiamenti climatici dovuti alla deposizione di azoto e
all'incremento dell'immissione di anidride carbonica
nell'atmosfera. Questi fattori hanno determinato profonde
alterazioni per molte specie animali e vegetali: alcune non
sopravvivono e si estinguono, altre si adattano. "Ogni
specie trova la propria funzione all'interno di un
ecosistema -sostiene Federico Manes del Dipartimento di
Biologia vegetale dell'Università La Sapienza di Roma
-Esperimenti condotti con valori alterati di azoto e CO2
evidenziano come molte specie siano in grado di alterare le
proprie caratteristiche strutturali e i propri processi
funzionali per adattarsi ad una modificazione ambientale. E'
questa una fondamentale caratteristica dinamica degli esseri
viventi. Dagli esperimenti in ambiente mediterraneo, con un
incremento medio annuale di 3,5° - conclude Manes -
è stato rilevato che la fotosintesi rimane più
o meno la stessa, ma aumenta la traspirazione. Questo
significa che ci sarà sempre maggiore
necessità di acqua in futuro". Proprio l'elemento di
cui queste regioni lamentano la penuria.
Il tema della tutela dell'ambiente costringe tutti i saperi
a collaborare tra loro, ed è proprio questo il senso
del convegno interdisciplinare.
Bernardo Rossi Doria, docente della Facoltà di
Architettura di Palermo, focalizza l'attenzione sui problemi
dell'urbanistica, sottolineando la necessità di
realizzare "mappe" per integrare al meglio l'interfaccia tra
aree urbanizzate e non urbanizzate. "L'Università di
Palermo -dichiara Doria -lavora già in questa
direzione per la realizzazione di una laurea specialistica
in Pianificazione del Paesaggio".
La cultura occidentale ha sempre attribuito all'ambiente
valore strumentale. Per la produzione di beni e servizi
spesso si sono limitate le coltivazioni concentrando la
produzione solo su quelle specie che apparivano &endash;non
sempre a ragione-le più redditizie. Questo
comportamento ha innescato un processo di rarefazione delle
specie, per il quale è sempre più raro, ad
esempio, vedere alberi di gelsi o arbusti di corbezzoli
nelle nostre campagne. Un tempo in Italia si coltivavano
più di duecento varietà di vite, ma per
aumentare le esportazioni queste furono ridotte a non
più di una decina! Eppure alcune varietà di
uva da tavola che erano state escluse si rivelarono in
seguito geneticamente più produttive.
Non si può subordinare il valore della
diversificazione naturale a criteri economici e di mercato
perché la biodiversità contiene la saggezza
della natura e la chiave della sua conservazione.
Silvia Andretti
(Nella foto,
la sede di Agraria in viale delle Scienze)
Ateneonline
(www.ateneonline-aol.it)
Testata periodica registrata presso il Tribunale di Palermo
al n. 10 del 1/6/2001
Direttore: Giuseppe Silvestri. Direttore
responsabile: Dario Fidora.
Redazione a cura della Scuola di Giornalismo - Corso di
laurea in Scienze della Comunicazione.
Presidente: Antonio La Spina
|