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Facoltà di Agraria


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Una nuova primavera per la Facoltà di Agraria

Un'offerta formativa più ricca e diversificata. Gli otto corsi di laurea attivati dalla Facoltà sono professionalizzanti e ben si conciliano con la cresciuta attenzione che il tessuto sociale rivolge alle problematiche relative al mondo dell'agricoltura e alla tutela dell'ambiente.

È l'inizio di una nuova stagione per la Facoltà di Agraria. Il nuovo anno accademico 2001/02 non sarà ricordato solo per la riforma dei cicli, ma anche per il fiorire di un'offerta formativa nata sotto il segno della concretezza, sia perché gli obbiettivi individuati trovano un immediato corrispettivo occupazionale all'interno di un mercato sempre più attento alle tematiche ambientali, sia perché tutti i corsi di laurea attivati "chiudono il cerchio" rispetto all'area di pertinenza, risultano cioè pienamente professionalizzanti.
La Facoltà è guidata dal preside Riccardo Sarno e conta 45 professori ordinari, 37 associati, 41 ricercatori più quattro assistenti con ruolo ad esaurimento e 80 fra tecnici e amministrativi. L'anno scorso gli studenti immatricolati sono stati 283, distribuiti nei due corsi di laurea in Scienze e tecnologie agrarie e in Scienze forestali e ambientali e nel diploma universitario in Viticoltura ed Enologia, con sede a Marsala. Per quest'anno si prevede che il numero degli iscritti aumenti, in considerazione del fatto che a questi tre corsi, di cui si è conservato il titolo mutandole in lauree di primo livello, se ne aggiungono altri cinque. Prendono il via infatti anche i corsi di laurea triennale in Agricoltura biologica, Scienze dell'Ortoflorofrutticultura, Impianti e infrastrutture per l'edilizia, Tutela e valorizzazione del territorio agro-forestale in ambiente mediterraneo e infine il corso interfacoltà in Biotecnologie, organizzato grazie alla sinergia con Medicina e Scienze Matematiche, fisiche e naturali. L'unico corso a prevedere il numero programmato con 50 iscritti per anno è quello in viticoltura ed enologia.
"Sono tutti corsi di grande attualità e interesse. L'offerta formativa -afferma il preside Riccardo Sarno- è mutata nel senso che è più ampia e diversificata, ma nel contempo mirata a specifici settori che offrono buone prospettive occupazionali." Non una scommessa, ma una realtà, come suggerisce il preside quando mette in relazione il forte sviluppo che l'agricoltura biologica ha avuto negli ultimi anni con l'attivazione di un corso di laurea dedicato, unico nel Meridione e tra i pochi in Italia.
"È la società civile -spiega il preside- che si orienta verso il biologico, è sensibile al problema della qualità e della sanità dei cibi. Di conseguenza all'agricoltura biologica è stato riconosciuto a livello mondiale, anche dai mercati finanziari, un ruolo di primaria importanza. Oggi la richiesta di tecnici nel settore è elevata, sia nell'assistenza alle aziende, sia nella ricerca, che nella certificazione di qualità. Inoltre, la Sicilia, di per sé predisposta per ragioni ambientali e climatiche a praticare questo tipo di produzione, sarà arricchita dalla diffusione di questa cultura."
Un po' come è già successo, del resto. Il legame col territorio siciliano è nel DNA di questa facoltà, che, sorta nell'immediato dopoguerra e insediatasi prima fra tutte al Parco d'Orleans, ha avuto un ruolo di primo piano nello sviluppo e nella trasformazione dell'agricoltura siciliana, sino ad allora legata ad un'impostazione tradizionale e arcaica, quasi da latifondo.
Un punto di forza della facoltà è rappresentato dall'ottimo rapporto docenti-studenti, con frequenti contatti e attività di laboratorio e sul campo, grazie a convenzioni stipulate con aziende sparse su tutto il territorio siciliano. Ciò che sarà necessario implementare, anche in considerazione della più ricca offerta formativa, è il numero di aule di piccole e medie dimensioni e di laboratori didattici.
In costante ascesa, invece, il numero delle donne che si iscrivono ad Agraria e che esercitano la professione di agronomo, l'unica attraverso la quale si può scientificamente cogliere il rapporto tra suolo, clima e vegetazione.
Gianpiero Caldarella

(Nella foto, la sede di Agraria in viale delle Scienze)

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