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010913gica - Presentato il rapporto annuale dell'Unicef sulla condizione dell'infanzia

Nell'ultimo decennio le politiche mondiali a favore dell'infanzia hanno fatto registrare dei progressi ma anche il fallimento rispetto a determinati obbiettivi. Un bimbo su 12 muore entro i 5 anni, 150 milioni sono denutriti, 1 su 4 vive in condizioni di estrema povertà e ben 100 milioni non vanno a scuola.

Sono circa 129 milioni i bambini che nascono ogni anno e il mondo dell'infanzia rappresenta complessivamente un terzo della popolazione mondiale, attestandosi sopra l'enorme cifra di 2 miliardi di persone. Sulla loro vita, specie nei paesi in via di sviluppo, gravano ancora i soprusi, le violenze, le malattie e le disattenzioni. Sul fronte della mortalità infantile, inoltre, la situazione non è incoraggiante. Nella sola Africa risiede l'80% del totale dei ragazzi sieropositivi nel mondo, cioè un milione e 400 mila, e più di 4 milioni sono già morti per questa malattia. Passi avanti sono stati fatti, anche se con un sensibile ritardo rispetto alle previsioni, nella cura della poliomielite, del morbillo e della diarrea, una delle principali cause di mortalità infantile. Il aumento anche il numero delle vaccinazioni (la quota raggiunta è il 73%, l'obbiettivo era il 90%) e delle donne che allattano al seno. Nessun progresso è stato fatto invece sul versante della mortalità materna: ancora oggi 515 mila donne muoiono per complicanze durante la gravidanza e il parto. Nell'Africa subsahariana il rischio per le madri è di 1 su 13 (nel mondo di 1 su 75). È aumentato del 10% l'uso dei contraccettivi e in alcuni paesi in via di sviluppo è addirittura raddoppiato. Il tasso totale di fertilità è sceso da 3,2 a 2,8. Inoltre, sono numeri agghiaccianti quelli che ci dicono che ancora oggi più di un miliardo di persone non ha accesso all' acqua potabile e quasi due miliardi e mezzo (la metà in Asia) non dispone di impianti igienici.
È aumentato del 4% l'accesso all'istruzione di base. Tuttavia, più di 100 milioni di bambini ne sono fuori, in particolare quelli affetti da Hiv, i disabili, i poveri. Su 190 milioni di bambini lavoratori in età compresa tra i 10 e i 14 anni nei paesi in via di sviluppo, un terzo non ha alcun accesso all'istruzione elementare. Nell'ultimo decennio sono stati uccisi due milioni di bambini, 6 milioni sono stati feriti o resi invalidi, il 90% dei lavoratori domestici sono ragazze di età fra i 12 e 17 anni e più di mezzo miliardo di bambini vive con meno di un dollaro al giorno. Infine, ogni anno 40 milioni di neonati non vengono neanche registrati. Sono tutti dati che imbarazzano per la loro drammaticità e che hanno indotto l'Unicef a chiedere maggiore sostegno ai paesi progrediti, per le politiche a favore dell'infanzia.
Gianpiero Caldarella