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Editoriale
- Presentazione di Ateneo
Palermitano
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Uno
strumento di confronto per la nuova
Università
di Giuseppe
Silvestri
L'Università di
Palermo ritorna, con questo numero di Ateneo, ora anche in
versione online, ad avere una sua pubblicazione destinata ad
ospitare dibattiti, a presentare progetti, a fornire
informazioni a tutti gli utenti ed operatori. La ripresa
delle pubblicazioni è un altro dei segni tangibili
del rinnovamento. Poco più di un anno fa eravamo nel
pieno di una crisi istituzionale gravissima, senza gli
organi collegiali di governo nella configurazione
statutaria, prigionieri di un incastro normativo e
giurisdizionale che da un lato ci privava del potere di
intervento sullo Statuto, e dall'altro, per uscire dalla
crisi, ci imponeva modifiche statutarie. Uscire da questa
impasse ha comportato il superamento di complessi problemi
procedurali, e l'appianamento di diffidenze e di polemiche.
Siamo adesso in presenza di organi collegiali di governo
(Senato e Consiglio di Amministrazione) stabili, che stanno
già svolgendo a pieno ritmo i loro compiti
istituzionali. Infine, una volta completata la
riconfigurazione dei Consigli di Facoltà, si è
proceduto alle elezioni dei presidi con gli elettorati
allargati, così come a quella del rettore, che ha
visto la riconferma di chi scrive.
A fronte di un ennesimo tentativo di impedire una serena
partecipazione alla vita collettiva di tutte le componenti
dell'Ateneo mediante la presentazione di un ulteriore
ricorso (che non ha tuttavia ottenuto la richiesta
sospensione dello Statuto impugnato), assistiamo ad una
compatta e convinta adesione alle nuove norme, che si
manifesta attraverso una ordinata e civile partecipazione
agli eventi elettorali.
Ateneo seguirà l'evolversi della riforma
dell'ordinamento didattico delle università italiane,
e, avendo come riferimento quella di Palermo,
registrerà il modo in cui le nostre Facoltà
procederanno al rinnovamento dei contenuti, per meglio
soddisfare le necessità degli studenti che ci
auguriamo siano sempre più coinvolti nel processo di
trasmissione critica del sapere come moltitudine di
individualità attente, partecipi di una
trasformazione tesa a farci più attenti e propositivi
verso la Società che ci sta intorno.
L'autonomia universitaria, pur essendo ad oggi ancora
lontana dagli obiettivi che la Costituzione propone al
legislatore, responsabilizza gli atenei, mettendo nelle mani
dei loro organi collegiali il compito di mettere a punto i
propri apparati regolamentari, in equilibrio tra un sistema
di leggi e decreti ricco e talvolta contraddittorio, ed
esigenze locali spesso derivanti da sedimentazioni difficili
da rimuovere o da ricondurre entro norme di valenza
generale. Anche se, in questa fase evolutiva, sarà
difficile evitare contrapposizioni e incomprensioni, occorre
registrare positivamente che queste sono nella maggior parte
dei casi derivate dall'interesse che ciascuno mostra verso
la "sua" Università, dal desiderio che questa
risponda alle sue legittime aspettative per lo svolgimento
delle sue attività di ricerca e lo sviluppo della sua
didattica. Con queste premesse la vivacità del
confronto è la migliore prova dell'attenzione
costruttiva di tutti verso l'elaborazione del progetto della
nuova Università di Palermo: un progetto che richiede
attenzione e capacità creative, che arrivi ad una
razionale suddivisione di spazi, risorse economiche e
personale, che metta tutti i Corsi di Laurea che si
deciderà di attivare in condizione di dare il meglio
delle proprie capacità scientifiche e didattiche.
Ci si offrono eccezionali occasioni di sviluppo: abbiamo
appena avuto la conferma della assegnazione nella
finanziaria regionale 2001 di una somma fino a 120 miliardi
per il ripianamento del credito dell'Ateneo relativamente
alle spese per assistenza sanitaria degli anni '91-'94,
abbiamo sbloccato il mutuo di 100 miliardi a favore della
edilizia sanitaria del Policlinico, abbiamo rimesso in moto
l'edilizia universitaria, con importanti interventi di
manutenzione e di completamento, per un complessivo
ammontare di finanziamenti, tutti coperti dalle
disponibilità attuali, che supera i 90 miliardi. Con
queste potenzialità potremo elaborare un piano di
sviluppo dell'Ateneo di ampia portata e rispettoso delle
esigenze e delle necessità di Facoltà e
Dipartimenti, per un equilibrato sviluppo di attività
didattiche e di ricerca.
Trova concreta attuazione, con questo numero, anche un
importante esperimento di collaborazione, sancito da una
apposita convenzione, tra il Corso di Laurea in Scienze
della Comunicazione, indirizzo giornalismo, e l'Ordine
nazionale dei Giornalisti, per l'utilizzazione della
partecipazione alle attività redazionali di Ateneo ai
fini dello svolgimento del periodo di praticantato presso
una testata giornalistica necessario per l'iscrizione
all'albo.
Desidero, prima di chiudere questa breve introduzione,
ricordare Marina Pino alla quale, subito dopo il mio
insediamento, chiesi di reggere l'ufficio stampa della
nostra Università e di progettare Ateneo. Dopo pochi
mesi di intenso e coinvolto lavoro, Marina venne colpita da
una grave malattia, che non le diede scampo: visse fino alla
fine lavorando con coraggioso entusiasmo e dandomi, con la
sua esperienza e professionalità, preziosi consigli
su come gestire il mio rapporto con gli organi di stampa, e
con l'ambiente politico amministrativo che conosceva
profondamente. Questo numero di Ateneo non può non
essere dedicato a Lei.
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