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Attualità - News


010702gica - Cervelli in fuga dall'università: l'Italia paga poco

La cultura in Italia non paga, almeno non quanto dovrebbe. E così i ricercatori formati negli atenei italiani preferiscono proseguire all'estero i loro percorsi di studio.
La questione "fuga di cervelli" è stata affrontata in un incontro organizzato dall'Associazione Dottorandi e Dottori di Ricerca italiani (Adi).
Sono tre i dati evidenziati nel corso del convegno sullo stato della ricerca in Italia: gli investimenti sono meno della metà rispetto a quelli degli altri Paesi europei; si formano meno ricercatori e i migliori si esportano all'estero; non se ne importa quasi nessuno. C'è inoltre il più basso rapporto tra numero di abitanti e ricercatori attivi. L'Italia spende infatti in ricerca neanche un terzo rispetto alla media europea (12 mila miliardi di lire contro 42 mila) scendendo addirittura all'ultimo posto sia per gli investimenti nella ricerca di base, sia per le esportazioni di alta tecnologia rispetto all'export manifatturiero. Nella Penisola ci sono inoltre solo 3,3 ricercatori ogni mille lavoratori contro i 5,7 della media europea. Infine, la burocrazia e le particolari modalità concorsuali non costituiscono proprio un invito a partecipare per chi si trova all'estero.
Gianpiero Caldarella