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Approfondimento
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041130fabsAPmed
Nelle postazioni palermitane circa 200 controlli
al giorno
La settimana nazionale contro l’ipertensione arteriosa
Giovanni Cerasola: "E’ stato un grande successo"
“Il nostro obiettivo era informare la popolazione sui rischi
che questa patologia comporta, e ci siamo riusciti”, ha spiegato
lo stesso Cerasola, coordinatore dell'evento per la Sicilia occidentale
e direttore del dipartimento di Medicina interna, malattie cardiovascolari
e nefrourologiche dell'Università di Palermo. Numeri e percentuali
di una malattia diffusa, ma di cui in pochi conoscono la reale pericolosità
Sensibilizzare
e informare l’opinione pubblica su quali siano i rischi che l’ipertensione,
ovvero l’aumento della pressione arteriosa, se non controllata,
comporta, e quali siano i metodi più corretti per la riduzione
del rischio. Era questo l’obiettivo che il comitato organizzatore
della settimana nazionale contro l’ipertensione arteriosa si era
posto: e lo scopo può considerarsi centrato, stando alle parole
di Giovanni Cerasola, direttore del dipartimento di Medicina interna,
malattie cardiovascolari e nefrourologiche del Policlinico palermitano,
nonché coordinatore dell’evento per la Sicilia occidentale:
“E’ stato un grande successo - ha spiegato -. Ho avuto modo
di sentire i coordinatori delle altre città che mi hanno confermato
il dato palermitano: sono state tra le 150 e le 200 le persone che giornalmente
hanno fatto visita alle nostre postazioni per effettuare i controlli gratuiti:
questo è un fatto particolarmente importante perché era
proprio la conoscenza di questa patologia presso la popolazione che ci
interessava diffondere“.
Da tutte queste considerazioni è nata dunque l’idea di dedicare
al problema un’intera settimana, dal 22 al 28 novembre, patrocinata
dalla Società italiana per l’ipertensione, Croce Rossa Italiana
e Lega italiana contro l’ipertensione sotto l’alto patronato
del Presidente della Repubblica e della Presidenza del Consiglio dei ministri.
“Abbiamo lavorato bene - aggiunge Cerasola -, ricevendo il supporto
di alcune strutture ospedaliere, come quelle di Termini Imerese e Corleone,
la collaborazione dell’ordine dei farmacisti che, nelle due postazioni
cittadine in via Principe di Belmonte e piazza Croci, hanno dato una mano
concreta ai volontari della Croce
Rossa”.
Che di questa malattia non siano molti gli esperti lo dicono chiaramente
i numeri: nel nostro Paese, infatti, su 100 ipertesi, soltanto 52 sanno
di esserlo. Il 37 per cento della popolazione, circa 20 milioni di persone,
soffre di questa patologia: in maggioranza hanno superato i 65 anni, ma
c’è anche un 5 per cento di soggetti sotto i 30 anni. Questo
aumento della pressione arteriosa causa ogni anno 216 mila casi di ictus,
90 mila casi di infarto miocardico, 183 di scompenso cardiaco. “Dati
questi - spiega Cerasola - preoccupanti e che rispecchiano anche la situazione
nella nostra regione. I motivi di questa ‘epidemia’ vanno
rintracciati soprattutto nell’ereditarietà della malattia.
Nel 90 per cento dei casi si tratta infatti di disfunzioni 'familiari'”.
Ma Cerasola sottolinea come sul piano della ricerca siano stati fatti
notevoli passi avanti: “Siamo riusciti a individuare quali sono
i meccanismi che si guastano e favoriscono il diffondersi di questa malattia,
riuscendo a intervenire con più prontezza. Come al solito però
- conclude - la cura migliore viene dal giusto equilibrio tra alimentazione,
povera di calorie, e attività fisica, non agonistica“.
Ecco, infine, alcuni indirizzi utili per curare l’ipertensione:
al Policlinico, presso il centro di riferimento regionale ad alta specializzazione
diretto dallo stesso dottor Cerasola, telefono 091/6554346, tutti i giorni
dalle 9 alle 13. A Villa Sofia, l’Unità operativa di medicina
interna diretta da Salvatore Di Rosa, contattabile telefonando allo 091/7808246
da lunedì a sabato dalle 8.30 alle 13.
Fabio Scavuzzo
(30 novembre 2004)
rev damo
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al n. 10 del 1/6/2001
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